I DIECI MIGLIORI DEBUTTI DELLA STAGIONE 2023/2024 ...fino ad ora...  —  QUESTIONE DI SCELTE gli equilibri sottili tra cinema e streaming

ALL SHALL BE WELL

La tesi non sovrasta i personaggi

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

di Ray Yeung con Patra Au Ga Man, Maggie Li Lin Lin, Tai Bo, Leung Chung Hang, Fish Liew Chi Yu

Due donne di Hong Kong sono insieme da una vita e vivono in armonia il loro quotidiano. Quando una delle due improvvisamente muore, per l’altra cominciano i problemi. Il suo ruolo di compagna non viene infatti riconosciuto a livello legale e il rapporto con la famiglia di origine della compagna, improntato sul rispetto reciproco, inizia a vacillare nel momento in cui non può decidere dove seppellire la donna che ha amato. Le cose si complicano ulteriormente quando verrà messa alle strette per liberare l’appartamento, intestato alla compagna, in cui vive da trent’anni. “Tutto andrà bene” dice causticamente il titolo, in realtà non sarà affatto così perché la protagonista, senza la tutela di diritti legali, finirà per perdere, pur lottando, anche le certezze del suo quotidiano. Le resterà l’unica cosa che nessuno le può togliere, il ricordo dei momenti passati insieme. Il regista Ray Yeung ha ben chiara la tesi del suo film, ma pur nell’evidenza di ciò che vuole veicolare, non piega i personaggi al messaggio. Tutto è sussurrato, formale, gentile. Con la famiglia di origine della compagna i rapporti della protagonista sono buoni, con i nipoti acquisiti il legame è profondo. Per chiarire dinamiche e parentele il regista apre il film con una riunione di famiglia, dove il pranzo scorre all’insegna della condivisione e del rispetto reciproco. Quando però accade l’inaspettato, le prospettive cambiano e gli interessi economici in ballo modificano non tanto l’approccio, sempre apparentemente ragionevole, quanto la sostanza. Un cinema, quello del regista di Hong Kong, militante ma non a senso unico, attento non solo al contenuto ma anche a una forma che lo rifletta. La fotografia è plumbea (“volevo la luce di Londra in gennaio” ha dichiarato il regista nel Q&A successivo alla proiezione alla Berlinale), non ci sono sottolineature musicali, la sceneggiatura non procede per scene madri. Tutto scorre in punta di piedi, ma la pacatezza con cui è travestito non fa meno male alla dignità della protagonista.

Il regista Ray Yeung al Q&A dopo la presentazione al Festival di Berlino nella sezione Panorama.

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