I DIECI MIGLIORI DEBUTTI DELLA STAGIONE 2023/2024 ...fino ad ora...  —  QUESTIONE DI SCELTE gli equilibri sottili tra cinema e streaming

ARCHITECTON

riflessione a ruota libera sull'architettura

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

di Victor Kossakovsky

“Ma perché se gli architetti sono in grado di fare cose bellissime costruiscono così tante case brutte?”. La risposta, secondo il regista russo Victor Kossakovsky, è nell’utilizzo del cemento, esteticamente brutto, di breve durata, dal pesante impatto ambientale e, insieme allo zucchero, uno dei mali della contemporaneità. È un fiume in piena mentre parla del suo film in conferenza stampa, accompagnato dall’architetto Michele De Lucchi che nel documentario ha un ruolo rilevante, cerca infatti di preservare la natura costruendo nel suo giardino un cerchio magico circondato da pietre e lasciato crescere selvaggio, dove nessuno potrà più mettere piede dopo che lui ne è uscito. Il film aggredisce fin da subito lo spettatore con immagini potenti, si parte dalle case svuotate e devastate dalla guerra in Ucraina per poi viaggiare intorno al mondo, alternando luoghi (la Turchia devastata dal terremoto, le rovine di Baalbek in Libano, cave di roccia, montagne, foreste) a momenti di pietre frananti mostrati con grande efficacia grazie a ipnotizzanti ralenti. Per gran parte del documentario sono le sole immagini a parlare, ma se l’impatto visivo è potente, enfatizzato anche dalle scelte musicali, si fatica ad avere una visione organica ed è solo quando arrivano le parole che si comprende meglio ciò che il regista vuole comunicare.

A seguire, il poster del film e il regista Victor Kossakovsky alla conferenza stampa.

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