BERLINALE 2025: IL VERDETTO DELLA GIURIA

Tutti i premiati del festival berlinese

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Si è concluso il Festival di Berlino in un clima incandescente dovuto alle tensioni politiche per le elezioni federali tedesche che si terranno oggi, domenica 23 febbraio, e che saranno un momento cruciale non solo per la Germania ma per tutta l’Europa.

In una città minata da scioperi continui nei mezzi di trasporto, atti di violenza improvvisi (un uomo accoltellato al memoriale della Shoah, non lontano dalla zona Festival), il festival ha mantenuto il suo ritmo quotidiano all’insegna di efficienza e organizzazione.

La nuova direzione artistica di Tricia Tuttle non ha per ora portato grandi cambiamenti, ma si dice che un nuovo direttore per dare il suo tocco abbia bisogno di almeno tre anni, quindi la attendiamo al varco.

Molto contento per il massimo riconoscimento attribuito al norvegese Dreams (Sex Love) di Dag Johan Haugerud, da non confondere con Dreams di Michel Franco, anch’esso in concorso. Non ho visto il film ma fa parte di una trilogia i cui due film precedenti sono già stati presentati a Berlino 2024 (Sex) e Venezia 2024 (Love) e si tratta di una trilogia delle relazioni che approfondisce le relazioni umane mostrando le difficoltà di essere se stessi in un mondo sostanzialmente complessato e pieno di pregiudizi. Insomma, un cinema quanto mai attuale e importante per la libertà con cui procede e di cui si fa veicolo. Ricordo che vedendo Love a Venezia ho pensato che avrei voluto degli amici come i personaggi del film, liberi di dire e pensare ciò che provano senza quel fardello di ipocrisie che ci ingabbia fin dall’infanzia. La buona notizia è che il film uscirà prestissimo nelle sale, il 6 marzo, grazie a Wanted che porterà al cinema anche gli altri due capitoli della trilogia.

Per il resto, felice per O último azul, film che ha subito colpito tutti per la sua originalità, mentre sono un po’ più critico nei confronti dell’unico riconoscimento all’interpretazione da protagonista (da quattro anni a Berlino non si distingue tra maschile e femminile) che è andato a Rose Byrne, effettivamente credibile nel ruolo di una donna esasperata in If I Had Legs I’d Kick You, ma anche a senso unico nella tesi schiacciante di cui il film si fa portatore.

Ma vediamo nel dettaglio tutti i premi attribuiti dalla giuria, capitanata dal regista Todd Haynes e comprendente i registi Nabil Ayouch, Rodrigo Moreno e Maria Schrader, la costumista Bina Daigeler, l’attrice Fan Bingbing e la critica Amy Nicholson.

Orso d’oro per il miglior film:
Dreams (Sex Love) di Dag Johan Haugerud

Orso d’argento Gran Premio della Giuria:
O último azul (The Blue Trail) di Gabriel Mascaro

Orso d’Argento Premio della Giuria:
El mensaje (The Message) di Ivàn Fund

Orso d’argento per la miglior regia:
Huo Meng per Sheng xi zhi (Living the Land)

Orso d’argento per il miglior attrice o attore:
Rose Byrne per If I Had Legs I’d Kick You

Orso d’argento per il miglior attore o attrice non protagonista:
Andrew Scott per Blue Moon

Orso d’argento per la miglior sceneggiatura:
Kontinental ’25 di Radu Jude

Orso d’argento per il miglior contributo tecnico:
Ensemble creativo di La Tour de Glace (The Ice Tower) di Lucile Hadžihalilović

Le foto a corredo dell’articolo sono state prese dal sito della Berlinale.

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