HEYSEL 1985

Presentato a Berlino nella sezione "Berlinale Special Gala"

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Voto: 6

di Teodora Ana Mihai con Violet Braeckman, Matteo Simoni, Josse De Pauw, Fabrizio Rongione, Paolo Calabresi

Belgio, Paesi Bassi, Germania 2026 – durata 91′

La “Strage dell’Heysel” del 1985 è una delle pagine più nere dello sport: poco prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool la vicinanza tra tifoserie opposte deflagrò determinando scontri che culminarono con il crollo di una parte dello stadio. I morti furono 39, di cui 32 italiani. Il film mette in scena i fatti e indaga le responsabilità di chi non è riuscito a evitare che la strage si compisse. L’originalità dello sguardo della regista rumeno-belga Teodora Ana Mihai (con il precedente Traffic ha vinto il Tertio Millennio Film Fest) è quello di contrapporre un dentro e un fuori. Il fuori, quindi ciò che accade sugli spalti, è rappresentato quasi esclusivamente da immagini di repertorio, mentre il dietro le quinte della strage, quindi le decisioni prese all’interno dello stadio, è ricostruito tramite la fiction. L’ibrido che ne deriva ha una sua indubbia efficacia, soprattutto informativa, ma soffre un po’ della teatralità dell’impianto e di una recitazione non sempre all’altezza, nonostante il tentativo di imprimere dinamismo all’azione stando addosso ai personaggi e pedinandoli il più possibile. Ne risulta un certo distacco che consente di razionalizzare attraverso un’analisi lucida dei fatti, determinante per non cedere alla devastazione emotiva e comprendere bene ogni dinamica, ma anche una sorta di appiattimento nella narrazione, sempre un po’ didascalica e mai davvero incisiva nel suo terribile evolversi. Rientra quindi tra i film più interessanti che davvero riusciti e diventa evidente nel momento in cui si vorrebbe più materiale d’archivio e meno fiction. Nel cast anche Paolo Calabresi nel ruolo del Ministro del Lavoro italiano.

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