I DIECI MIGLIORI DEBUTTI DELLA STAGIONE 2023/2024 ...fino ad ora...  —  QUESTIONE DI SCELTE gli equilibri sottili tra cinema e streaming

HORS DU TEMPS

Nell’ombelico di Olivier

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

di Olivier Assayas con Vincent Macaigne, Nora Hamzawi, Micha Lescot, Nine d’Urso      

Alla sua prima Berlinale in concorso il regista francese trova nel bravo e altrove simpatico Vincent Macaigne il suo alter ego, anche se sembra mettere un po’ di sé in ognuno dei quattro protagonisti, due fratelli e le relative compagne, che si rifugiano durante il periodo pandemico nella bella tenuta di campagna dove i due fratelli sono cresciuti. Assayas si mette a nudo optando per un racconto intimo che ha l’unico problema di non diventare mai universale. Resta infatti nell’ombelico del suo autore. La malinconia del tempo che passa e tutto consuma, la forza degli oggetti e la loro capacità di sopravvivere a chi li ha utilizzati, le dinamiche familiari sempre complicate e mai davvero risolte, le fragilità umane, scivolano con leggerezza, coperte dal cicaleccio intellettuale dei quattro protagonisti che se le cantano e se le suonano senza sosta. La verve resta tutta nelle intenzioni, lo scavo si ferma alla superficie delle parole, il regista sembra avere in mente solo se stesso e le sue ossessioni. Per dire, anche Woody Allen lo fa, ma non dimentica di avere un pubblico. Ha anche il coraggio di mettere in scena Covid e mascherine, cancellati da ogni film e in fase di rimozione anche dalla nostra memoria, ma l’autoreferenzialità ne frena l’impatto, soprattutto l’interesse.

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