di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Voto: 5.5di Bong Joon-ho con Robert Pattinson, Mark Ruffalo, Toni Collette, Steven Yeun, Naomi Ackie.
U.S.A., Gran Bretagna (2025) – durata 139′


Dopo l’equilibrio del perfetto Parasite, il regista coreano Bong Joon Ho torna dalle parti del bislacco e poco riuscito Okja. In Mickey 17 c’è un futuro prossimo (siamo nel 2054) con coordinate tutte sue, declinato al grottesco e alla caricatura, messo in scena mescolando vari generi (fantascienza, commedia, dramma). Il soggetto è curioso e originale e racconta di un uomo, Mickey, che viste le poche prospettive offerte dal caos dilagante che lo circonda accetta di rendersi “sacrificabile”, può cioè morire all’infinito: il suo corpo si rigenera grazie ai prodigi della tecnologia ma la sua coscienza resta intatta. Mickey può perciò essere utilizzato per i compiti più pericolosi, come andare in avanscoperta su nuovi pianeti da colonizzare popolati da creature mostruose. Il film, evidente allegoria del presente, è una girandola di trovate bizzarre, ma finisce per arenarsi in un divertissement esagitato all’insegna dell’iperbole che stanca rapidamente e non diverte granché. Piuttosto basica anche la critica delle derive capitalistiche ed espansionistiche della contemporaneità. Il cast prova a essere complice, ma finisce per sbandare pure lui, a partire dai caricaturali Mark Ruffalo, in versione dittatoriale simil Trump, e Toni Collette, in un ruolo che sembra scritto per Tilda Swinton. Robert Pattinson fa quello che deve, ma non sembra particolarmente ispirato. A garantire l’intrattenimento sono il budget sostanzioso, gli efficaci effetti speciali, la fotografia di Darius Khondji e le invenzioni visive, ma la confezione de luxe non basta per rendere interessante e incisivo un film che sembra avere un unico registro, quello dell’eccesso. Troverà estimatori, difficilmente un pubblico.

