GLI INTROVABILI Rassegna cinematografica al cinema Odeon di Bologna  —  CINEMA IN FESTA – SETTEMBRE 2026 Giunge alla nona e ultima edizione

WE ARE ALL STRANGERS

Il primo film di Singapore in concorso alla Berlinale

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Voto: 7.5

Titolo originale: Wo Men Bu Shi Mo Sheng Ren

di Anthony Chen con Yeo Yann Yann, Koh Jia Ler, Andi Lim, Regene Lim

Singapore 2026 – durata 157’

C’è il sapore della vita che scorre nel film di Anthony Chen, con i suoi alti e bassi che si intrecciano tra un padre che ha un piccolo punto ristoro a Singapore e il figlio che sta terminando il servizio militare e deve capire che fare della sua vita. Entrambi si troveranno coinvolti in un nuovo amore, uno con la disillusione della maturità, l’altro con la spensieratezza della giovinezza. Poi la vita, come sempre accade, ci metterà lo zampino, ponendo ostacoli, alcuni insormontabili, prove difficili, ma anche gioie e soddisfazioni. Tutto mostrato senza particolari vezzi autoriali ma con l’obiettivo, centrato, di farci emozionare e affezionare ai personaggi. Molto complice il cast, in cui svetta l’esuberanza giovanile di Koh Jia Ler e la espressività di Yeo Yann Yann, basta la sequenza in cui mangia la mela in autobus per conquistarci. Un melodramma popolare di quelli che non si fanno più (nei film contemporanei sono spesso tutti ricchi o ricchissimi), semplice nelle dinamiche messe in scena, scritto con grande empatia e cura nelle caratterizzazioni, attento al contesto storico e sociale (una delle protagoniste è malese), lontano da quel cinema urlato che spettacolarizza i sentimenti ma capace di insinuarsi in profondità prendendoci poco per volta un pezzettino di cuore. Le note di “Father and Son” di Cat Stevens, in versione riarrangiata, che accompagnano il finale sciolgono anche la corazza emotiva dei più duri. E’ il film con il cui il regista Anthony Chen completa la sua trilogia “Growing Up” dopo Ilo Ilo (2013) e Wet Season (2019), entrambi inediti in Italia.

Le foto sono state scattate alla Berlinale 2026 da Luca Baroncini

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