DIAMONDS IN THE SAND

Un giapponese a Manila

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Voto: 7

di Janus Victoria con Lily Franky, Maria Isabel Lopez, Soliman Cruz

Filippine, Giappone, Malesia 2025 – durata 126’

L’idea di questo film è interessante già per il melting pot da cui trae origine, si tratta infatti di una co-produzione fra tre paesi orientali ed è ambientato tra Tokyo e Manila. Due città agli antipodi, emblemi di due paesi dalle profonde differenze culturali: l’efficienza e il potere economico da una parte, il caos e la criminalità dall’altra. Significativo che il Giappone sia la seconda metà turistica delle Filippine che lo guardano come un punto di riferimento a cui ambire. Il protagonista del film va invece controcorrente: è un giapponese che dopo anni di lavoro spersonalizzante nel suo anonimo cubicolo davanti a un monitor, in seguito alla morte della madre decide di darsi una seconda possibilità seguendo la badante filippina che ha accudito il genitore, una donna pratica e sensibile. Dopo il divorzio, senza nessun altro al mondo a cui rendere conto, l’uomo ha evidenti difficoltà di comunicazione e non sarà semplice capire verso quale futuro indirizzarsi. Il film è tutto giocato sui territori della consapevolezza e della scoperta, sia geografica che personale. Lo sguardo della regista, alla sua opera prima, è anche politico, come quando mostra la disillusione della giovane figlia della badante, in procinto di laurearsi nella migliore università del paese, che dopo anni di studio per riuscire a sopravvivere dovrà “pulire il culo a qualche vecchio”. Ciò che emerge dalla visione, nonostante le difficoltà non vengano negate, o forse proprio per quello, è uno sguardo compassionevole nei confronti dei personaggi messi in scena, in cui a emergere è la tenerezza. E non è poco.

Al Far East Film Festival erano presenti la regista Janus Victoria e il protagonista Lily Franky (foto di Luca Baroncini)

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