di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Voto: 7di Kenichiro Akimoto
Giappone – 82’


All You Need Is Kill ha un titolo molto originale e d’effetto che traspone l’omonima light novel di Hiroshi Sakurazawa, illustrata da Yoshitoshi ABe, già alla base del fantascientifico Edge of Tomorrow di Doug Liman, con Tom Cruise ed Emily Blunt. Al centro del racconto il loop temporale in cui resta imprigionata la giovane protagonista, una recluta dell’esercito giapponese costretta a rivivere lo stesso giorno mentre una misteriosa forza aliena ha invaso la terra. Si tratta di una gigantesca pianta chiamata “Darol” che è germogliata in tutto il mondo scatenando il caos con le sue onde elettromagnetiche e l’alta concentrazione di gas mefitici. La protagonista aggiunge un pezzo di conoscenza a ogni risveglio, come da logica videoludica in cui ogni nuovo livello fa progredire la conoscenza rendendo il giocatore più consapevole e competitivo, fino a quando non incontra un ragazzo che vive la sua stessa situazione di prigionia in un loop. Più della storia, forse perché nota e ampiamente approfondita al cinema in più di una variante (da Ricomincio da capo a Source Code, ma anche Auguri per la tua morte), ad affascinare è il forte impatto visivo delle immagini, soprattutto nella resa, ai limiti dello psichedelico, di un nemico tanto devastante quanto privo di un volto riconoscibile. Interessante anche il rapporto di progressiva fiducia e intesa che si stabilisce tra due anime dispari che unendo le forze possono provare a cambiare il destino del mondo. Una evidente allegoria del logorio e della spersonalizzazione della contemporaneità, in cui pare sempre più difficile trovare un’anima in cui riconoscersi per vivere il presente fuori dai ritmi di una routine, senza volto, che imprigiona. Fantascienza in grado di intrattenere e di parlare al presente.

