ALLAH IS NOT OBLIGED

la storia di un bambino soldato

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Voto: 6.5

Titolo originale: Allah n’est pas obligé
di Zaven Najjar
Francia, Belgio, Lussemburgo, Canada 2025 – durata 90′

L’animazione permette di creare mondi altri in cui immergersi che non hanno limiti e può essere utilizzata anche per raccontare eventi realistici. È quello che accade nel debutto nel lungometraggio di animazione dell’artista visivo Zaven Najjar (già direttore artistico del film The Siren di Sepideh Farsi) attraverso una co-produzione tra Francia, Belgio, Lussemburgo e Canada in cui si affronta il tema dei bambini soldato. L’origine è il romanzo “Allah non è mica obbligato“, dello scrittore ivoriano Ahmadou Kourouma, titolo che nel testo di origine significa che “Allah non è obbligato a essere giusto in tutte le sue cose di quaggiù” e che si esplicita attraverso l’evoluzione del dodicenne guineano Birahima. Il piccolo, accompagnato dal faccendiere Yacuba, viene arruolato nelle guerre civili che imperversano in Liberia e Sierra Leone mentre cerca di raggiungere la zia dopo la morte della madre. Il film sconta un po’ la grevità e i passaggi obbligati di un tema forte e già più volte affrontato (Beasts of no Nation è stato probabilmente il film definitivo sull’argomento), ma li contamina con un approccio che mescola il dramma con il sarcasmo e l’iperbole evitando così ogni retorica. È soprattutto la resa visiva a colpire nel tragico percorso di formazione del giovane protagonista, con colori vivaci che attirano l’occhio ed esaltano il contrasto tra la bellezza del contesto, la fierezza dei caratteri, l’energia della giovinezza e l’orrore dei fatti narrati. La tecnica mescola animazione 2D e 3D.

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