di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Annecy è una graziosa cittadina nel sud est della Francia collocata nel dipartimento dell’Alta Savoia. Ha un lago meraviglioso dalle acque cristalline, un centro storico medievale che è un elegante salotto fitto di ristorantini e negozi, una delle location più fotografate di Francia (il Palais de l’Isle, simbolo della città, qui sotto in foto) e il più importante festival di animazione del mondo. Per arrivarci dall’Italia si fa scalo a Ginevra che dista neanche un’ora di pullman.

La prima sensazione che ho avuto entrando nel Banlieu, centro culturale della città e sede principale del Festival, è stata di una grande energia, diversa da tutti gli altri festival a cui ho partecipato. Sarà che il pubblico è di tutte le età ma prevale la gioventù, sarà il look informale con molti short colorati e infradito, sarà che nell’attesa che il film cominci è tutto un lanciarsi aeroplanini di carta e ripetere frasi iconiche, sta di fatto che non si vedono solo film, si partecipa a un evento. Quello che si capta è un amore sincero per l’animazione e per tutto ciò che la riguarda, con una grandissima passione che trova finalmente modo di esprimersi lontano da giudizi e ostacoli del quotidiano.



L’organizzazione è meticolosa, come sempre (è ormai così in tutti i festival) occorre prepararsi per tempo nei giorni precedenti l’arrivo in modo da prenotare tutti gli spettacoli a cui si tiene attraverso la app del festival, ma ci sono anche file last minute per i più arditi o per chi ha già prenotato il limite massimo di eventi previsti dalla tipologia di accredito (l’accredito è, come sempre, una questione gerarchica). È un grande evento, molto partecipato, con una fandome attenta e selettiva in grado di lanciare successi e tendenze. Ci sono file regolamentate anche per accedere al negozio di libri e oggettistica all’interno del Banlieu, frequentatissimo e da visitare anche solo per curiosità; non mancano, poi, gli inevitabili controlli di sicurezza prima di accedere in sala. Pochi gli italiani, perlomeno quelli che ho incontrato e intercettato io.


Tra film di ogni tipo che utilizzano l’animazione per affrontare qualsiasi tema e genere, non sono mancati incontri con i leader del settore (i più frequentati gli appuntamenti Disney e Pixar) e ospiti da ogni parte del mondo. Il tempo del festival scorre leggero e intenso, entrando e uscendo da schermi, storie e tecniche di ogni tipo, dall’irresistibile caos di ChaO ai silenzi di The Square, sondando il prossimo futuro e invasioni aliene (All You Need Is Kill), ma scendendo anche sulla terra per affrontare tematiche sociali più che mai contemporanee (Olivia And The Invisible Earthquake) e storie di guerra e dolore (Allah Is Not Obliged).
I film che si distinguono ad Annecy sono poi quelli di cui si parlerà di più nell’arco della stagione. Per dire, l’anno scorso Flow ad Annecy ha fatto incetta di premi, nel 2023 Linda e il pollo ha vinto il Cristal che è il massimo riconoscimento del festival, premio andato nel 2022 a Le avventure del Piccolo Nicolas, tutti film che hanno poi lasciato un segno nell’immaginario.



Quest’anno il Cristal è andato ad Arco, co-prodotto, tra gli altri, da Natalie Portman e già presentato tra gli Special Screenings al Festival di Cannes. Il film, co-produzione fra Stati Uniti e Francia e diretto da Ugo Bienvenu, racconta le disavventure di un bambino di dieci anni che vive nel 2932, viaggia nel tempo tramite un arcobaleno e si perde nel 2075, dove conosce una bambina che lo aiuterà a ritrovare la strada di casa.
Ma ecco tutti i premi, sono sicuro che di alcuni di questi film continueremo a sentir parlare; dove è possibile linkare trovate anche le recensioni:
Cristal per il migliore lungometraggio: Arco di Ugo Bienvenu
Premio della Giuria: ChaO di Yasuhiro Aoki
Gran Premio della sezione Contrechamp (dedicata alle opere più sperimentali): Endless Cookie di Seth e Peter Scriver
Premio della Giuria della sezione Contrechamp: The Square di Bo-Sol Kim
Per per la Distribuzione Gan Foundation: Olivia and the Invisible Earthquake di Irene Iborra Rizo
Premio del Pubblico: Little Amélie or the Character of Rain di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Premio Paul Grimault: Dandelion’s Odyssey di Momoko Seto






Tutte le foto sono di Luca Baroncini
