POSSESSION In arrivo il remake?  —  CINEMA REVOLUTION Edizione 2024

CANNES 2024: I PREMI

Il punto sul verdetto della giuria

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

La Giuria ha emesso il suo verdetto:

– Palma d’Oro ad Anora di Sean Baker

– Grand Prix a All We Imagine as Light di Payal Kapadia

– Premio della Giuria a Emilia Pérez di Jacques Audiard

– Premio per la Migliore Regia a Miguel Gomes per Grand Tour

– Premio speciale per la sceneggiatura a The Seed of the Sacred Fig di Mohammad Rasoulof

– Migliore Attore Jesse Plemons per Kinds of Kindness di Yorgos Lanthimos

– Migliore Attrice Adriana Paz, Zoe Saldana, Karla Sofia Gascon e Selena Gomez per il film Emilia Pérez di Jacques Audiard

– Migliore sceneggiatura a The Substance di Coralie Fargeat

– Camera d’Or ad Armand di Halfdan Ullmann Tondel

– Palma d’oro per il miglior cortometraggio a The Man Who Could Not Remain Silent di Nebojsa Slijepcevic. 

Poche sorprese nel verdetto della Giuria, hanno vinto i film più apprezzati dalla critica. A ottenere il massimo riconoscimento, la Palma d’Oro, è Anora di Sean Baker, commedia indipendente che ha messo d’accordo (quasi) tutti e probabilmente il più in linea con lo spirito della presidente di giuria Greta Gerwig che con la commedia indipendente è nata e cresciuta. Sean Baker ottiene quindi definitiva conferma dopo il successo di Un sogno chiamato Florida nel 2017 (a Cannes nella sezione “Quinzaine des Réalisateurs”) che lo pose all’attenzione internazionale facendogli vincere vari premi (Willem Dafoe fu candidato all’Oscar) e il meno acclamato Red Rocket (in concorso a Cannes 2021).

Tra le peculiarità del Palmares, il doppio riconoscimento a Emilia Pérez e la scelta di non premiare solo una delle attrici ma tutte e quattro le interpreti principali, sottolineando il contributo corale del cast al sorprendente risultato finale.

Unica vera sorpresa, il premio come migliore attore a Jesse Plemons per Kinds of Kindness. La sorpresa non deriva dal fatto che non sia meritato, anzi, finalmente viene riconosciuto il suo valore e nel film interpreta più ruoli caratterizzandoli con precisione, solo che Kinds of Kindness è stato recepito più come film corale e nel complesso non è stato tra quelli che hanno colpito di più. Vero anche che nel programma si sono maggiormente distinti i personaggi femminili (la ragazzina dodicenne di Bird, la ragazza in cerca di fama di Wild Diamond, Demi Moore e Margaret Qualley in The Substance) di quelli maschili, anche se il lavoro di Ben Whishaw in Limonov di Kirill Serebrennikov è stato straordinario.

Ora, come sempre, polemiche di ogni tipo:

  • Ma come, e l’Italia? Parthenope, il film di Paolo Sorrentino, non è piaciuto molto, facciamocene una ragione e vediamolo in sala quando arriverà per capire cosa ne pensiamo, ma pochi parlano dell’importante riconoscimento ottenuto da Roberto Minervini per I dannati, migliore regista della sezione “Un Certain Regard”. Su, una volta che l’Italia non esce a bocca asciutta non continuiamo a brontolare ma cerchiamo di accorgercene!!
  • Ma come, dare solo un contentino al regista iraniano Mohammad Rasoulof (già Orso d’Oro a Berlino nel 2020 con il bellissimo Il male non esiste)? Il suo film The Seed of the Sacred Fig ha ottenuto i voti più alti della critica, la giuria lo ha premiato ma non con il massimo riconoscimento, scelta lecita, no?
  • Ma come, c’era Francis Ford Coppola in concorso e non ha ricevuto nessun premio?  Che, dire, Megalopolis non ha convinto quasi nessuno, suscitando lo sdegno per lesa maestà soprattutto da parte di chi non lo ha visto; sarà sicuramente il tempo a dare ordine alle cose. Certo, un po’ beffardo chiamarlo alla serata finale ma solo per premiare George Lucas.
  • Ma come e tutti gli altri grandi autori riconosciuti come David Cronenberg, Yorgos Lanthimos, Paul Schrader? Che dire, i loro film hanno abbastanza deluso, comunque non sorpreso, facciamocene una ragione.
  • Ma come, un film di genere come The Substance finito nel palmares? L’apertura dei selezionatori al genere è buona cosa, poi evidentemente il film ha colpito più di altri. Già cominciano i brontolii sintetizzabili nel commento “è un film furbo!”. Ma cosa significa? Può non convincere, certo, ma se ci fosse una ricetta per produrre opere “furbe”, che funzionano, in grado di cavalcare con intelligenza un sentire contemporaneo, forse se ne farebbero di più.

La buona notizia è comunque che tutti i film del palmares sono stati aquistati per la distribuzione, quindi li vedremo in sala. Yeppa!

W il cinema e, soprattutto, il cinema in sala!

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