CANNES 2025: I PREMI DEL FESTIVAL

Tutti i vincitori della 78esima edizione

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Si è concluso il Festival di Cannes e in un’annata di cinema rigoroso che ha fatto la gioia dei cinefili è andata come più o meno si ipotizzava, con poche sorprese rispetto alle previsioni. A ottenere il massimo riconoscimento è il regista iraniano, tornato finalmente in presenza, Jafar Panahi, con A simple accident, storia di un meccanico che riconosce in un cliente il vecchio aguzzino di quando era in prigione. Un film che ha subito colpito tutti ottenendo il massimo voto della critica internazionale (3,1 su 4 stellette) insieme a Two Prosecutors di Sergei Loznitsa, invece non considerato dalla giuria presieduta dall’attrice Juliette Binoche. Un premio inevitabilmente anche figlio del dissenso in Iran, di cui il regista è da sempre simbolo. Con questo riconoscimento Jafar Panahi diventa, insieme a Michelangelo Antonioni, l’unico regista ad avere ottenuto il massimo premio nei quattro festival europei più importanti (Cannes, Venezia, Berlino e Locarno). Significativo il discorso di ringraziamento: ”La cosa più importante è la libertà del nostro Paese. Credo che sia il momento per chiedere a tutti gli iraniani che sono nel mondo: mettiamo da parte i problemi e le differenze. Che nessuno ci dica come vestirci, cosa fare, come comportarci. Il cinema è una società, nessuno ha il diritto di dirci cosa fare, cosa non fare“.

Tra gli altri premi, un doppio riconoscimento per O agente segreto di Kleber Mendonça Filho (regia e interpretazione maschile di Wagner Moura), il premio creato ad hoc per il sensoriale Résurrection di Bi Gan e premi importanti per gli altri film che era evidente avessero colpito (dai confronti in rete e dai riscontri critici ricevuti), quindi Sentimental Value di Joachim Trier, Sirât di Óliver Laxe e Sound of Falling di Mascha Schilinski.

Unica sorpresa il premio alla migliore interpretazione femminile per Nadia Melliti in La Petite Dernière di Hasfia Herzi, mentre la favorita era Léa Drucker, protagonista di Dossier 137 di Dominik Moll, anche se parlare di favoriti quando si tratta del voto di sole dieci persone, ognuna con il proprio background culturale e artistico, non ha probabilmente un grande senso.

E comunque, in mezzo a novità e tanti rischi che la selezione si è presa facendo un programma con personalità e poco compiacente, un’unica certezza, e lo dico a fini statistici e senza alcuna polemica, sono tra i loro sostenitori: i fratelli Dardenne non escono mai dal concorso di Cannes senza almeno un premio (quest’anno per la sceneggiatura di Jeunes Mères).

Fuori dai giochi, invece, sia Eddington di Ari Aster che Fuori di Mario Martone, ma lo si era capito subito dai riscontri critici, con voti nel pagellone di Screen molto bassi, addirittura per il film di Martone il peggior voto del Concorso (1,1 su 4 stellette). A proposito, per i più curiosi i voti della giura internazionale di Screen, durante il festival punto di riferimento imprescindibile, sono qui: https://www.screendaily.com/cannes-jury-grid

Come al solito ognuno ha vissuto il festival a modo suo, chi in presenza, chi dal salotto di casa, e dal salotto c’è chi ha optato per il red carpet che, diciamolo, ha occupato l’80% dell’informazione proveniente da Cannes, e chi invece per siti specializzati che qualche informazione o recensione sui film sono, per fortuna, riusciti a trasmetterla.

La buona notizia è che molti dei film presentati hanno già un distributore italiano, quindi li vedremo anche sui nostri schermi.

Ma ora, ecco tutti i premi:

PALMA D’ORO: Un simple accident di Jafar Panahi

GRAN PRIX: Sentimental Value di Joachim Trier

MIGLIOR REGIA: Kleber Mendonça Filho per O agente secreto

PREMIO DELLA GIURIA: ex-equo Sirât di Óliver Laxe e Sound of Falling di Mascha Schilinski

MIGLIOR SCENEGGIATURA: Jeunes Mères di Jean-Pierre e Luc Dardenne

MIGLIOR INTERPRETAZIONE FEMMINILE: Nadia Melliti per La Petite Dernière

MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE: Wagner Moura per O agente secreto

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA: Résurrection di Bi Gan

CAMERA D’OR: The President’s Cake di Hasan Hadi

MENZIONE SPECIALE CAMERA D’OR: My Father’s Shadow di Akinola Davies Jr.

PALMA D’ORO – CORTOMETRAGGIO: I’m Glad You’re Dead Now di Tawfiq Barhum

MENZIONE SPECIALE – CORTOMETRAGGIO: Ali di Adnan al-Rajeev

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