I DIECI MIGLIORI DEBUTTI DELLA STAGIONE 2023/2024 ...fino ad ora...  —  QUESTIONE DI SCELTE gli equilibri sottili tra cinema e streaming

FOUR DAUGHTERS

di Kaouther Ben Hania (Concorso)

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Una storia si può raccontare per immagini in molti modi. La regista tunisina Kaouther Ben Hania sceglie l’ibrido e abbina reality, documentario e psicodramma mostrando un assunto sempre valido: attraverso la finzione può emergere la verità, se non dei fatti (sempre opinabili), sicuramente delle emozioni messe in campo. L’esperimento è interessante. Si parte da una drammatica storia vera al cui fulcro si arriva gradualmente.

La messa in scena prevede la commistione di personaggi reali (la madre e due figlie) con altri interpretati da attori (le altre due sorelle e a volte la madre per le sequenze emotivamente più forti) che si confrontano costantemente con ciò che hanno vissuto, rivivono e recitano. I pochi uomini sono invece interpretati sempre dallo stesso attore, scelta non casuale per mostrare la uniformità di comportamento del genere maschile, ancorato alla cultura patriarcale , indipendentemente dal ruolo, familiare o istituzionale, ricoperto.

Punto di forza la chiarezza, punto debole, il poco coinvolgimento emotivo. Il filtro della razionalità e delle tante parole raffredda infatti le emozioni forti messe in campo. Il precedente film della regista, L’UOMO CHE VENDETTE LA SUA PELLE, è stato il primo film tunisino a essere candidato all’Oscar come migliore film internazionale.