FOUR DAUGHTERS

di Kaouther Ben Hania (Concorso)

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Una storia si può raccontare per immagini in molti modi. La regista tunisina Kaouther Ben Hania sceglie l’ibrido e abbina reality, documentario e psicodramma mostrando un assunto sempre valido: attraverso la finzione può emergere la verità, se non dei fatti (sempre opinabili), sicuramente delle emozioni messe in campo. L’esperimento è interessante. Si parte da una drammatica storia vera, quella di Olfa, donna tunisina e madre di quattro figlie, al cui fulcro (la scomparsa delle due figlie maggiori) si arriva gradualmente.

La messa in scena prevede la commistione di personaggi reali (la madre e le due figlie minori) con altri interpretati da attori (le sorelle scomparse e a volte la madre per le sequenze emotivamente più forti) che si confrontano costantemente determinando un interessante e originale punto di arrivo dove vissuto personale e sua rappresentazione portano a nuove terapeutiche consapevolezze. I pochi uomini sono invece interpretati sempre dallo stesso attore, scelta non casuale per mostrare la uniformità di comportamento del genere maschile, ancorato alla cultura patriarcale, indipendentemente dal ruolo, familiare o istituzionale, ricoperto.

Punto di forza la chiarezza, a cui si giunge con efficace progressione, punto debole, il poco coinvolgimento emotivo. Il filtro della razionalità e delle tante parole, infatti, raffredda le emozioni forti messe in campo. Il precedente film della regista, L’uomo che vendette la sua pelle, è stato il primo film tunisino a essere candidato all’Oscar come migliore film internazionale.