I DIECI MIGLIORI DEBUTTI DELLA STAGIONE 2023/2024 ...fino ad ora...  —  QUESTIONE DI SCELTE gli equilibri sottili tra cinema e streaming

ROSALIE

di Stéphanie Di Giusto (Un Certain Regard)

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Una grande storia d’amore? Una riflessione su cosa significa essere diversi in un mondo di (apparentemente) uguali? Una metafora inclusiva in linea con la contemporaneità? Un’opera a tesi? ROSALIE è un po’ tutte queste cose insieme, in primis il racconto di una donna che vuole essere amata per ciò che è. La sua particolarità è quella di essere ricoperta di peli. Per fortuna il marito che incontra, e inganna con la complicità del padre, non è l’Ugo Tognazzi di LA DONNA SCIMMIA di Marco Ferreri, ma un meno cinico Benoît Magimel, incredulo, arrabbiato, zotico, ma alla fine anche ragionevole.

La parabola di accettazione trova in Stéphanie Di Giusto, regista e co-sceneggiatrice, un’abile narratrice, attenta a immergere nel 1870 francese, un po’ piegato a ciò che vuole dimostrare. La sceneggiatura è più calibrata nella prima parte, mentre nella seconda affretta un po’ le cose. Se però il film resta in mente è grazie soprattutto a Nadia Tereszkiewicz e alla sua intensa interpretazione, ancora una volta, come in FOREVER YOUNG, più vissuta che recitata.