CINEMA REVOLUTION Edizione 2024  —  CINEMA IN FESTA Al via la quarta edizione

THE GIRL WITH THE NEEDLE

Da una terribile storia vera

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Titolo originale: Pigen Med Nålen

di Magnus von Horn con Victoria Carmen Sonne, Trine Dyrholm, Besir Zeciri, Ava Knox Martin Danimarca 2024 – durata 115’

Gli affondi musicali “danno il La” a questa opera in un suggestivo bianco e nero dagli echi espressionisti che ritrae una storia truce di miseria e orrore, ambientata in Danimarca alla fine della Prima Guerra Mondiale. L’ispirazione è reale e deriva dalla cosiddetta “creatrice di angeli”, una donna che si proponeva come aiuto per neo madri in difficoltà, ma che anziché dare in adozione i bambini ricevuti li uccideva senza pietà. Lo sguardo del regista è volto soprattutto alla cura formale, all’atmosfera del periodo, ai tagli di luce, ma narrativamente sceglie appunto l’affondo, quindi contrasti forti, scene madri, il pugno nello stomaco (nonostante la violenza sia lasciata intuire più che mostrata). L’effetto è però meno disturbante delle intenzioni perché subentra un certo compiacimento nella brutalità esibita, tesa più a stupire che ad approfondire caratteri e motivazioni.

Anche la potenziale contemporaneità dei temi brucianti (la condizione femminile) e l’abisso delle pulsioni restano più che altro nelle intenzioni. Il mostruoso è evocato fin dal prologo, con quei volti cangianti in rapido evolversi (forse l’immagine più suggestiva del film) come a dimostrare che il nero è dentro di noi e non ci sono possibilità di fuga nonostante le maschere che indossiamo a seconda dei ruoli che la vita ci impone e a cui aderiamo per nostra volontà o per contingenza. Interessante la costruzione del racconto, con l’iniziale protagonista che perde gradualmente centralità a favore della carismatica apparente “benefattrice” (Trine Dyrholm, la Nico del film di Susanna Nicchiarelli) e che finisce per rubarle la scena, ma l’approdo sintetizza e spiega senza dare sostanza e retrogusto al disagio di cui si fa tramite. Come un affondo, appunto. Colpisce, ma passa e va.

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