LA MATTINA SCRIVO

In Concorso al Festival di Venezia

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Voto: 7

Titolo originale: À pied d’œuvre

di Valérie Donzelli con Bastien Bouillon, André Marcon, Virginie Ledoyen

Francia 2025 – durata 92′

Il titolo originale “À pied d’œuvr” significa “al lavoro”. Il film è infatti il ritratto di un uomo che passa dalla professione di fotografo, in cui si è affermato guadagnando dai tremila agli ottomila euro al mese, a quella di scrittore. Il passaggio coincide con l’abbandono della moglie che si trasferisce a Montreal con i due figli e un radicale cambio di vita. Non potendosi permettere di non lavorare decide di accettare lavoretti pomeridiani (in una gara al ribasso che mostra le derive della contemporaneità) che gli consentano di poter scrivere al mattino. Il film è interessante perché non fa del suo protagonista un eroe (non ce la fa nonostante tutto grazie alla tenacia e al suo essere migliore degli altri) e nemmeno una vittima (non ce l’hanno tutti con lui e non subisce continui soprusi). È un uomo ordinario, con tutta la dignità che ciò sottintende, che cerca di realizzare se stesso e di trovare il proprio posto nel mondo che non è, come decine di film ci hanno spacciato per sogno comune, sopra gli altri, ma di fianco. Può sembrare poco, o non abbastanza, ma in un mondo che sembra guidarci in un’unica direzione trovare una voce fuori dal coro è una boccata di ossigeno. Non è necessario entrare per forza in empatia con il protagonista e il suo integralismo (non poteva fare il fotografo part time?, viene da pensare), quello che il film fa e ci chiede è di rispettarlo, con tutti i suoi se e i suoi ma, quindi tenendo conto di visioni differenti, egoismi personali, spigoli caratteriali. Il protagonista è un uomo gentile, forte e fragile, in poche parole umano. E riscoprirlo in un film, considerando che essere umani è considerata una debolezza, non è cool, se non a volte ma solo a parole, è davvero rigenerante. Lode quindi a Valerie Donzelli e alla sua capacità di mostrarci che un altro mondo, non per forza l’unico, è possibile e merita di essere raccontato e discusso. Bastien Bouillon fa suo il protagonista interiorizzandone il sentire senza bisogno di spettacolarizzarlo.

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