IL BARO-METRO: SGUARDI DALLA SALA (03/23_24) – PARTE 2 III TRIMESTRE STAGIONE 2023 / 2024  —  IL BARO-METRO: SGUARDI DALLA SALA (03/23_24) – PARTE 1 III TRIMESTRE STAGIONE 2023 / 2024

ENEA

Concorso

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

di Pietro Castellitto con Pietro Castellitto, Giorgio Quarzo Guarascio, Benedetta Porcaroli, Chiara Noschese, Giorgio Montanini, Adamo Dionisi, Matteo Branciamore, Cesare Castellitto e con Sergio Castellitto

Occorre superare i propri pregiudizi mentre si guarda il nuovo film di Pietro Castellitto, ammesso al concorso veneziano dopo il successo, soprattutto di critica, del debutto alla regia con “I predatori”. Una vocina interiore ripete come un mantra “eh ma è un figlio d’arte”, “eh ma ha possibilità e mezzi che i comuni mortali si sognano!”, “eh ma è l’ennesimo film ambientato nell’alta borghesia romana!”. Poi ti rendi conto che il tempo passa, le immagini ti incuriosiscono, i dialoghi ti catturano e quella vocina giudicante semplicemente non la senti più. Cosa è successo? E’ successo che Pietro Castellitto ha girato un’opera personale e potente in cui esprime con maturità cinematografica, soprattutto in modo organico rispetto al debole esordio, il suo furore giovanile. Nel tritacarne del suo sguardo finisce un po’ di tutto ed è saggia la scelta di partire da un mondo che pare conoscere molto bene, quello della riccanza capitolina.  La sceneggiatura inizialmente sembra procedere un po’ a caso, attraverso frasi ad effetto, il virtuosismo visivo e situazioni sopra le righe. Poi gradualmente, se si ha la pazienza di lasciarsi trasportare, ma il film ha la capacità di abbassare le difese, i frammenti si uniscono tra loro e il quadro prende forma. Parla soprattutto per immagini il film, attraverso una sceneggiatura complessa e stratificata che procede per associazione di idee e combina differenti registri riuscendo il più delle volte a spiazzare. Con il suo linguaggio, anche cinematografico, aggressivo, il regista costruisce una critica feroce al presente in cui non salva nessuno. I maggiori responsabili, i più violenti, sono quelli seduti sulla ruota panoramica che continuano a sorridere mentre il mondo va a pezzi. Nulla li scalfisce, sono ricchi, non più giovani, pieni di rabbia e di rancore, ma vanno avanti imperterriti per la loro strada. Hanno distrutto i sogni di una generazione cresciuta viziata e senza valori e non se rendono nemmeno conto, convinti di agire bene e pensare giusto, non vedendo oltre il proprio naso. Credono di ascoltare ma non lo fanno, sbandierano solo certezze, sono interessati solo a se stessi. Questo sembra dirci il film di Castellitto, attraverso un thriller d’amore e d’amicizia dall’animo fiammeggiante che scaglia tracce di sconsolante contemporaneità.

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