di Luca Baroncini (pubblicato in data )
di Richard Linklater con Glen Powell, Adria Arjona, Austin Amelio, Retta
Richard Linklater si è sempre distinto per la curiosità e la qualità di scrittura, elementi che spiccano anche in questa spassosissima commedia. Al centro del racconto il mesto Gary che affianca, per arrotondare, il lavoro di insegnante a quello di finto killer. In pratica, in accordo con la polizia, prima adesca e poi incastra aspiranti criminali in cerca di un sicario che faccia il lavoro sporco per conto loro. Non appena i malcapitati dichiarano la loro volontà omicida vengono immediatamente arrestati. L’abilità di Gary è quella di dimostrare una eccezionale e proficua empatia, adattandosi alle esigenze e al modo di essere e di pensare di chi richiede il servizio. Gli succede però di “interpretare” un personaggio, il fichissimo Gary, sulla carta lontanissimo da lui e che invece scopre calzargli a pennello. Seguiranno incastri ed equivoci a ripetizione e ad alzare ulteriormente la posta ci si metteranno anche gli affetti.

Al di là di una sceneggiatura a orologeria (scritta insieme al protagonista Glen Powell) che non sbaglia un colpo e regala battute divertenti e situazioni comiche con ritmo e verve, ciò che emerge, oltre all’imprevedibilità della vita, è un tema caro al regista statunitense: la ricerca della propria identità. Chi siamo? Cosa ci spinge ad assumere certe caratteristiche comportamentali? Si tratta di specificità personali innate o i condizionamenti esterni finiscono per plasmarci? Il film, con ironia e leggerezza, ci dà la sua risposta. Perfetto il sempre più lanciato Glen Powell, buca lo schermo Adria Arjona, adeguati tutti i comprimari. Lo spunto per la storia viene da un articolo sulla rivista “Texas Monthly” letto dal regista una ventina di anni fa e relativo a un fatto di cronaca nera realmente accaduto.
