di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Terminato il festival è tempo di bilanci, come sempre all’insegna della leggerezza. Così, senza pensarci troppo, ecco tutto ciò che poteva andare meglio:
- Quando il tema forte ha il sopravvento sul film
- Chi è subito arrogante di primo mattino e se ti sbatte contro perché cammina guardando il cellulare sbuffa spazientito come se l’ostacolo fossi tu e non lui
- Gli inflessibili in sala che, se si accende il visore del cellulare un secondo o se sfiori con le ginocchia la loro poltrona, danno di matto (ma proprio di matto eh!)
- I film In the Hand of Dante, Duse e Jay Kelly
- La difficoltà di conciliare i film nelle varie sezioni con le esperienze “Venice Immersive”
- L’aumento dei prezzi indiscriminato per tutto
- l’assenza di un film “scandalo”, forse riflesso dei tempi perbenisti
- la fine del menu a prezzo fisso in uno dei ristorantini fuori dal centro, dove si riusciva a cenare a prezzi umani (18 euro)
- le polemiche così, tanto per fare, tipo che non ci siano registe donne in concorso quando in realtà ce ne sono sei
- la difficoltà di vedere i film della Settimana Internazionale della Critica, sempre sovrapposti ad altri e senza grandi possibilità di recupero
- quelli che “fa tutto schifo!”, “era meglio una volta!” e bla bla bla …
- la sintesi, questa sconosciuta: la durata media dei film supera le due ore e non è sempre un bene
- sempre a proposito di sintesi, da quando i discorsi di ringraziamento dei premiati sono diventati così estenuanti, spesso liste eterne di nomi da ringraziare che nessuno ascolta e capisce, forse nemmeno i diretti interessati?
- i preconcetti, spesso duri a morire, per dire, davanti a un film italiano buona parte della critica ha già scritto mentalmente la propria recensione (ovviamente negativa)


Commento molto duro! Un dubbio? Ma a parte Venezia il Festival del Cinema di Venezia ti è piaciuto? Parrebbe quasi un: quasi, quasi.
Certo che mi è piaciuto, film complessivamente molto interessanti. E poi non cerco mai per forza la totale sintonia, ogni opera vista affina il proprio gusto e le proprie capacità critiche.