GLI INTROVABILI Rassegna cinematografica al cinema Odeon di Bologna  —  CINEMA IN FESTA – SETTEMBRE 2026 Giunge alla nona e ultima edizione

I “NO” DEL FESTIVAL DI VENEZIA 2026

quello che è stato "pollice giù"

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Al termine del festival si fanno i bilanci. Cominciamo con le note “negative”, quindi tutto ciò che è migliorabile. Come ogni volta, la parola d’ordine è “leggerezza”:

  • le zanzare del Lido, con dei pugnali al posto del pungiglione
  • la posizione in sala Darsena vicino all’uscita laterale di destra: durante il film Company di Casey Affleck, visto il fuggi fuggi generale, era un continuo aprire e chiudere la rumorosa tenda
  • i lamentosi, per cui è tutto un problema e una critica
  • la deriva dei prezzi degli alloggi, ormai fuori controllo
  • il self service sulla spiaggia davanti al Casinò trasformato in luxury restaurant
  • la grande hall dell’hotel Excelsior, da punto di passaggio un po’ per tutti gli accreditati a salotto ultra luxury per pochissimi
  • la cecità di parte della critica, soprattutto internazionale, che appena capta un film di genere (tipo L’estranea) storce il naso e lo ridimensiona
  • Nessun dolore di Gianni Amelio, forse il più brutto visto al festival, seguito da Company di Casey Affleck e dal deprimente Una storia di Anna Foglietta (il “ciambellone” preparato da Alba Rohrwacher è diventato uno dei tormentoni del festival)
  • la difficoltà di vedere i film delle altre sezioni se si vuole seguire il concorso
  • i critici complottisti che accusano la giuria di faziosità, soprattutto la sua presidente Maggie Gyllenhaal, per avere premiato con il massimo riconoscimento il film Woman Unknown, diretto da una donna
  • la diretta, prima streaming e poi tv, della premiazione, una successione scalcagnata di premi con discorsi di ringraziamento eterni e tempi morti a gogò. Non sarebbe meglio spiegare al pubblico le varie sezioni del festival e ciò che le differenzia e poi far partire i premi stabilendo un tempo max per ogni premiato?  Eviterei anche un presentatore (quest’anno due) che annuncia il premio e passa la parola alla presidente di giuria che annuncia il vincitore che viene consegnato da una terza persona …che al mercato mio padre comprò! Parola d’ordine: snellire!
  • quando al ritorno dal festival la prima cosa che ti chiedono è “Com’è la Gregoraci dal vivo?“

quello che SÌ è invece qui.

2 commenti su “I “NO” DEL FESTIVAL DI VENEZIA 2026”

  1. Mi hai fatto sorridere. Io non ho ancora provato questa emozione ma una volta nella vita Venezia sta a un cinefilo come l’ asola con il bottone. Naturalmente fatti per stare insieme. Non vedo l’ora di vedere tutti i film o perlomeno i più importanti di questa edizione. Sono stata estremamente orgogliosa e felice per Riccardo Scamarcio che finalmente un premio lo ha preso pure lui e ha dimostrato che vale se qualcuno lo avesse lasciato a tre metri sopra il cielo. Di metri anzi chilometri di strada questo attore ne ha fatta moltissima e questo premio arriva al momento giusto. Per il red carpet si sa che ormai sono più gli imbucati a calcarlo che gli addetti ai lavori. La mia star preferita unisce fascino bellezza a bravura ed è penelope che ha pure la fortuna di vivere una favola d’amore con un collega altrettanto bravo. A questo punto non ci resta che aspettare la prossima edizione. La 84 esima di un festival antico ma sempre attuale che il mondo ci invidia ma sta a casa nostra nella città più romantica e sorprendente di tutte. Un sogno che non poteva essere la cornice migliore per ospitare la settima arte fatta di magia, illusione e bellezza. E scusate se è poco. Luca sarai distrutto e un po’ frullato ma sicuramente felice e appagato. Sappi che ti invidio un po’.

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