di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Al termine del festival si fanno i bilanci. Dopo le note “negative” non possono mancare quelle “positive”, quindi tutto ciò che è andato particolarmente bene. Anche in quest caso, la parola d’ordine resta “leggerezza”:
- il programma del Festival, ricco di titoli davvero interessanti e in grado di offrire suggestioni
- il verdetto della giuria, inevitabilmente tarato sul sentire della presidente Maggie Gyllenhaal, ma complessivamente equilibrato e in grado di riconoscere il valore dei film che hanno maggiormente colpito il pubblico e la critica
- la Jenny e il suo panino “trionfo”, così morbido che sembra quello di Heidi
- la vitalità di Ellen Burstyn che a 93 anni ha la lucidità che vorrei avere io ora
- la casa con vista sul mare, con delle albe che dire meravigliose è poco
- essere riuscito a vedere tutti i 21 film in concorso
- il meteo, quasi sempre clemente e anche quando è piovuto lo ha fatto senza fare danni
- le persone gentili, perché ci sono: accreditati con cui confrontarsi e chiacchierare, personale disponibile, buttafuori non sempre arroganti
- il ragazzo alla cassa di uno dei chioschi del garden dietro al Casinò che quando gli ho detto “5 euro??, no, grazie!”, in relazione a un fettino di torta smilzo, mi ha detto “Hai ragione, anche per me è troppo!”
- il consueto bagno nelle acque del Lido con Francesco
- i fondi di carciofo della Cantinita, diffidare delle imitazioni
- l’atmosfera da studenti fuori sede nella casa in cui ho alloggiato
- le brioche al mattino portate da Pietro, unite all’odore del caffè al risveglio
- l’entusiasmo dei giovanissimi che vorrei trovare nei vecchi tromboni che invece si lamentano sempre
- la nuova “Casa della Critica” in cui potersi ritrovare tra amici e colleghi
- la svolta leggera e struggente di Nanni Moretti con Succederà questa notte (deluderà i morettiani d.o.c. ma accontenterà tutti gli altri)
- Wild Horse Nine di Martin McDonagh, vero e proprio colpo di fulmine
- Il Leone d’Oro Woman Unknown, perché non è solo diretto da una donna ma anche un’opera interessante e comunicativa, in grado di funzionare bene pure in sala
- Il biglietto per la Biennale Arte che la Biennale offre agli accreditati stampa
quello che NO è invece qui.

