CINEMA REVOLUTION Edizione 2024  —  CINEMA IN FESTA Al via la quarta edizione

I “SÌ” DEL FESTIVAL

quello che è stato "pollice su"

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Terminato il festival è tempo di bilanci. Così, senza pensarci troppo, ecco tutto ciò che è andato bene:

  • avere la propria giornata scandita dai film
  • vedere i film in condizioni audio e video ottimali su schermi il più delle volte enormi
  • avere avuto l’opportunità di presentare il mio libro alla Casa della Critica, sede della Settimana della Critica
  • gli accreditati simpatici. Per fortuna ce ne sono, li riconosci perché sorridono, non urlano e scambiano volentieri due parole
  • Woody Allen all’improvviso all’imbarcadero
  • la determinazione dei cacciatori di autografi (ormai sostituiti dai cacciatori di selfie, che mi piacciono molto meno), fin dalle prime ore del mattino in postazione tattica davanti al Palazzo del Cinema
  • le passeggiate in spiaggia poco dopo l’alba
  • l’odore appena si sbarca con il vaporetto, capisci subito che sei al Lido di Venezia
  • vedere più volte i membri della giuria in sala; senza “trucco & parrucco” si mimetizzano piacevolmente tra la folla
  • la sincera commozione dell’attore di Hong Kong, Tony Leung, nel ricevere il Leone d’Oro alla carriera
  • la disponibilità di David Fincher nei confronti del pubblico, ha fatto foto e firmato autografi a tutti-ma-proprio-tutti
  • la possibilità di avere un corto WeShort Original in programma e poterlo vedere su grande schermo: “Pinoquo” di Federico Demattè
  • il verdetto equilibrato della giuria, per una volta ha vinto il migliore!
  • la maggiore libertà di Venezia rispetto a Cannes che non ci pensa un secondo a mettere in programma registi un tempo osannati e ora sgraditi come Woody Allen e Roman Polansky

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