di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Il verdetto della Giuria ha confermato quasi tutte le previsioni della vigilia, con il massimo riconoscimento attribuito al film che ha ottenuto anche i maggiori voti dalla critica, e cioè La stanza accanto, il primo film in lingua inglese di Pedro Almodovar, a mio avviso formalmente ineccepibile ma, dato il tema trattato di petto, l’eutanasia, anche poco empatico. Meno prevedibile il secondo massimo riconoscimento per l’italiano Vermiglio, di Maura Delpero, un’opera corale, comunicativa e di spessore, con un’apprezzabile approccio antropologico a cui forse manca un colpo d’ala (ma va bene lo stesso), su una famiglia trentina nell’arco di quattro stagioni verso la fine della seconda guerra mondiale.
The Brutalist di Brady Corbet vince per la migliore regia e ci sta, delude forse i cinefili, quelli incalliti e un po’ noiosi che vedono solo le loro ragioni, che volevano attribuirgli il massimo riconoscimento, ma è un film un po’ disequilibrato e premiarlo per il grande lavoro di regia pare il giusto approdo.
In un anno di grandi interpretazioni, soprattutto femminili, la zampata di Isabelle Huppert, presidente di giuria, arriva con l’attribuzione delle Coppe Volpi. Non vengono premiati volti nuovi e bisognosi di riconoscimenti, anzi, ma sia Vincent Lindon che Nicole Kidman sono straordinari nei loro film. Lindon, nell’asciuttissimo (fin troppo) Jouer avec le feu, è un padre che cerca di fare la cosa giusta nell’educare due figli, uno diligente e responsabile, l’altro affascinato da derive neonaziste, mentre Nicole Kidman, davvero ammirabile nel suo continuare ogni volta a sperimentarsi e ad alzare l’asticella, nello snobbatissimo Babygirl è una dirigente d’azienda che intraprende una pericolosa relazione con un giovane stagista con cui condivide la passione per il masochismo.

Il premio per la sceneggiatura pare un contentino per Ainda Estou Aqui di Walter Salles, per cui sembrava che la brava Fernanda Torres avesse già la Coppa Volpi in tasca, ma quello di una donna che cerca la verità quando il marito viene sequestrato durante la dittatura in Brasile nel 1971 è sicuramente un ruolo più tradizionale rispetto a quello della Kidman in Babygirl.
Nulla da eccepire sul Premio della Giuria al georgiano April di Dea Kulumbegashvili, l’unico vero e proprio “film da festival”, quindi ostico, ricercato e provocatorio (fin troppo), presente nel palmarès.
Discutibile, invece, il Premio Marcello Mastroianni a Paul Kircher nel francese Leurs enfants après eux, e non perché l’attore, figlio di Irène Jacob e Jérôme Kircher, non sia bravo, è ancora una volta bravissimo nel vivere il personaggio in modo viscerale trasmettendone tutte le fragilità, ma perché non è propriamente un emergente, ma ormai, nonostante la giovane età (ha 22 anni) è un attore consumato e già pluripremiato: ha già vinto a San Sebastian e conquistato un César per Le Lycéen e quest’anno ne ha sfiorato un altro per l’intensa interpretazione nel bellissimo The Animal Kingdom.

Nelle altre sezioni, come sempre difficili da seguire se si privilegia il concorso (e quest’anno sono riuscito a vedere tutti i film), colpiscono i tre riconoscimenti ottenuti dal delicato Familiar Touch di Sarah Friedland, in cui si racconta con grande sensibilità la progressiva perdita di punti di riferimento di una donna affetta da Alzheimer e la sua nuova vita in una casa di cura. Il film statunitense ha vinto per la regia, la sua interprete Kathleen Chalfant e come migliore opera prima.
Fa piacere anche il riconoscimento come migliore interprete a Francesco Gheghi per Familia di Francesco Costabile, sui nostri schermi da tempo (tra gli altri, Mio fratello rincorre i dinosauri, PadreNostro, Il filo invisibile) e cresciuto davvero molto, non solo anagraficamente, e qui in un ruolo difficile (un figlio in conflitto con il padre), anche molto fisico.
Si conclude un’edizione equilibrata, molto partecipata, ricchissima di star, ma cinematograficamente non memorabile, con molti film interessanti ma senza quello del cuore che quando esci ti catapulta in uno stato irrazionale di eccitazione ed euforia, come era successo, ad esempio, l’anno scorso con Povere creature!.
In ogni caso, esperienza bellissima da vivere in presenza. A breve i consueti “SI’” e “NO” del festival.
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Ed ora tutti i premi:

LEONE D’ORO per il miglior film a:
THE ROOM NEXT DOOR di Pedro Almodóvar (Spagna)
LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA a:
VERMIGLIO di Maura Delpero (Italia, Francia, Belgio)
LEONE D’ARGENTO – PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA a:
Brady Corbet per il film THE BRUTALIST (Regno Unito)
COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a:
Nicole Kidman nel film BABYGIRL di Halina Reijn (Stati Uniti)
COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a:
Vincent Lindon nel film JOUER AVEC LE FEU di Delphine Coulin e Muriel Coulin (Francia)
PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Murilo Hauser e Heitor Lorega per il film AINDA ESTOU AQUI di Walter Salles (Brasile, Francia)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a:
APRIL di Dea Kulumbegashvili (Francia, Italia, Georgia)
PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore o attrice emergente a:
Paul Kircher nel film LEURS ENFANTS APRÈS EUX di Ludovic Boukherma e Zoran Boukherma (Francia)
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ORIZZONTI
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a:
ANUL NOU CARE N-A FOST (L’anno nuovo che non venne mai) di Bogdan Mureșanu (Romania, Serbia)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a:
Sarah Friedland per il film FAMILIAR TOUCH (Stati Uniti)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a:
HEMME’NIN ÖLDÜĞÜ GÜNLERDEN BIRI (Uno di quei giorni quando Hemme muore) di Murat Fıratoğlu (Turchia)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE ATTRICE a:
Kathleen Chalfant nel film FAMILIAR TOUCH di Sarah Friedland (Stati Uniti)
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR ATTORE a:
Francesco Gheghi nel film FAMILIA di Francesco Costabile (Italia)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Scandar Copti per il film HAPPY HOLIDAYS (Palestina, Germania, Francia, Italia, Qatar)
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a:
WHO LOVES THE SUN di Arshia Shakiba (Canada)
VENICE SHORT FILM NOMINATION FOR THE EUROPEAN FILM AWARDS 2024 a:
RENÉ VA ALLA GUERRA di Luca Ferri, Morgan Menegazzo, Mariachiara Pernisa (Italia)
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Orizzonti Extra
PREMIO DEGLI SPETTATORI – ARMANI BEAUTY a:
SHAHED (La testimone) di Nader Saeivar (Germania, Austria)
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Premio Venezia Opera Prima
La Giuria LEONE DEL FUTURO – PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” della 81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da Gianni Canova e composta da Ricky D’Ambrose, Bárbara Paz, Taylor Russell, Jacob Wong assegna il premio
LEONE DEL FUTURO – PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” a:
FAMILIAR TOUCH di Sarah Friedland (Stati Uniti) – Orizzonti
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Venezia Classici
La Giuria di VENEZIA CLASSICI presieduta da Renato De Maria e composta da 24 studenti – indicati dai docenti – dei corsi di cinema delle università italiane, assegna:
il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA a:
CHAIN REACTIONS di Alexandre O. Philippe (Stati Uniti)
il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO a:
ECCE BOMBO di Nanni Moretti (Italia, 1978)
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Venice Immersive
La Giuria VENICE IMMERSIVE presieduta da Celine Daemen e composta da Marion Burger e Adriaan Lokman dopo aver visionato i 26 progetti in concorso, assegna:
il GRAN PREMIO VENICE IMMERSIVE a:
ITO MEIKYŪ di Boris Labbé (Francia, Lussemburgo)
il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA VENICE IMMERSIVE a:
OTO’S PLANET di Gwenael François (Lussemburgo, Canada, Francia)
il PREMIO PER LA REALIZZAZIONE VENICE IMMERSIVE a:
IMPULSE: PLAYING WITH REALITY di Barry Gene Murphy, May Abdalla (Regno Unito, Francia)
