VENEZIA 2024: SELEZIONE UFFICIALE

Annunciato il programma di Venezia 81

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Come di consueto, alla fine di luglio arriva la conferenza stampa di presentazione del programma del Festival di Venezia. Una successione da thriller in cui registi, attori, sezioni, tendenze di quello che è e di quello che sarà, si susseguono attraverso la presentazione del direttore del festival, Alberto Barbera, senza dare bene il tempo di metabolizzare le cose.

A una prima impressione il programma sembra pantagruelico e in grado di accontentare tutti i palati. Difficile tracciare un profilo tematico della selezione, sembra che la contaminazione (di stili, sguardi, generi) e l’assenza di confini siano uno dei fil rouge del festival, così come il lungo minutaggio di molti film, aspetto che renderà non semplice la fruizione dei film in loco e che decreta già ambitissimo il biglietto per il film di Takeshi Kitano, gradito ritorno in laguna con un film di appena 62 minuti.

Tra l’apertura con Beetlejuice, Beetlejuice di Tim Burton e la chiusura con Pupi Avati e il suo thriller gotico L’orto americano, ci sarà di tutto e di più.

Ci saranno quelli che si sapeva già che ci sarebbero stati (Pedro Almodovar, Luca Guadagnino, Pablo Larraín, Joker 2),

ci saranno i soliti noti (Harmony Korine, Lav Diaz, Kiyoshi Kurosawa, Wang Bing, Amos Gitai),

ci saranno moltissime star (Brad Pitt, George Clooney, Angelina Jolie, Joaquin Phoenix, Lady Gaga, Julianne Moore, Daniel Craig, Jude Law, Tilda Swinton, il red carpet del film di Tim Burton che include già mezza Hollywood),

ci sarà qualche sorpresa (Nicole Kidman in versione sadomaso, Claude Lelouch in trasferta dalla Croisette),

ci sarà il cinema italiano in grande spolvero (Valerio Mastandrea, Sergio Rubini, Francesca Comencini, Marco Bellocchio, Alice Rohrwacher, Gianni Amelio, Pupi Avati, cinque film in concorso e, tra gli attori, Luca Marinelli, Barbara Ronchi, Toni Servillo, Elio Germano, Filippo Scotti, Alessandro Borghi, Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Gifuni, Alba Rohrwacher, Pierfrancesco Favino, Gabriel Montesi, Pietro Castellitto ),

ci saranno moltissimi documentari (sui Beatles, Yoko Ono e John Lennon, Non aprite quella porta, il film maledetto e mai uscito di Jerry Lewis, la guerra vista da occhi sia ucraini che russi),

ci saranno varie opere prime,

ci saranno sguardi da ogni latitudine (tra cui Nepal, Sud Africa, Grecia, Tunisia, Turchia, Romania, Egitto, Iran, Repubblica Ceca),

ci saranno serie tv di autore, sempre più assimilabili al cinema (Alfonso Cuarón, Rodrigo Sorogoyen, Thomas Vinterberg, Joe Wright).

Si spera che ci sia anche qualcosa di nuovo perché, al di là del piacere di ritrovare ciò che conosciamo e magari amiamo, un festival deve essere prima di tutto territorio di scoperta. Ma questo lo scopriremo solo vivendo il festival.

Cosa manca? Forse, tra quelli di cui si era vociferato, il Nosferatu di Robert Eggers, ma direi che ce ne faremo tranquillamente una ragione.

Tra i titoli che più mi incuriosiscono:

Familia di Francesco Costabile, perché, fin dalla presentazione a Cinè, mi sembra animato da un’urgenza comunicativa che va oltre il mezzo cinematografico,

Maldoror di Fabrice Du Welz, perché, che piaccia o meno (e non sempre mi piace), lo sguardo del regista belga è di quelli poco concilianti con cui è interessante il confronto,

The Quiet Son di Delphine e Muriel Coulin, perché Vincent Lindon, padre single che tribola nel crescere due figli agli antipodi nelle scelte di vita, mi incuriosisce molto,

Kjærlight (Love) di Dag Johan Haugerud, perché dalla Norvegia arriva poco e quello che arriva bisogna coglierlo al volo, se poi analizza comportamenti sessuali in contrasto con le norme sociali (si tratta di una trilogia e questo è il terzo raccordo), ancora di più, perché dal nord Europa è più probabile che si esca dalle griglie di uno sguardo giudicante,

Diva futura, perché con Settembre Giulia Steigerwalt aveva dimostrato prospettive interessanti e un film pop su Riccardo Schicchi e la sua agenzia di casting e produzione hot pare proprio da non perdere.


Ma ecco tutto il programma suddiviso per sezioni:

CONCORSO

The Room Next Door – Pedro Almodóvar

Campo di battaglia – Gianni Amelio

Les enfants après eux – Ludovic Boukherma e Zoran Boukherma

The Brutalist – Brady Corbet

Jouer avec le feu (The Quiet Son) – Delphine Coulin e Muriel Coulin

Vermiglio – Maura Delpero

Iddu – Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

Queer – Luca Guadagnino

Kjaerlighet / Love – Dag Johan Haugerud

April – Dea Kulumbegashvili

The Order – Justin Kurzel

Maria – Pablo Larraín

Trois amies – Emmanuel Mouret

Kill the Jockey – Luis Ortega

Joker: Folie à Deux – Todd Phillips

Babygirl – Haline Reijn

Ainda Estou Aqui / I’m Still Here – Walter Salles

Diva futura – Giulia Louise Steigerwalt

Harvest – Athina Rachel Tsangari

Qing Chun Gui / Youth – Homecoming

Stranger Eyes – Yeo Siew Hua


FUORI CONCORSO – FICTION

Beetlejuice Beetlejuice – Tim Burton

L’orto americano – Pupi Avati

Il tempo che ci vuole – Francesca Comencini

Phantosmia – Lav Diaz

Maldoror – Fabrice du Welz

Broken Rage – Takeshi Kitano

Baby Invasion – Harmony Korine

Cloud – Kurosawa Kiyoshi

Finalement – Claude Lelouch

Wolfs – Lupi solitari – Jon Watts

Se posso permettermi capitolo 2 – Marco Bellocchio (cortometraggio)

Allégorie Citadine – Alice Rohrwacher e JR (cortometraggio)


FUORI CONCORSO – NON FICTION

Apocalypse in the Tropics – Petra Costa

Bestiari, erbari, lapidari – Massimo D’Anolfi e Marina Parenti

Why War – Amos Gitai

2073 – Asif Kapadia

One to One: John & Yoko – Kevin Macdonald e Sam Rice-Edwards

Separated – Errol Morris

Israel Palestine on Swedish TV 1958-1989 – Göran Hugo Olsson

Russians at War – Anastasia Trofimova

TWST / Things We Said Today – Andrei Ujică

Songs of Slow Burning Earth – Olha Zhurba

Riefenstahl – Andres Veiel


FUORI CONCORSO – SERIES

Disclaimer (capitoli 1-7) – Alfonso Cuarón

The New Years (ep. 1-10) – Rodrigo Sorogoyen del Amo, Sandra Romero, David Martin de los Santos

Families Like Ours (ep. 1-7) – Thomas Vinterberg

M – Il figlio del secolo (ep. 1-8) – Joe Wright


FUORI CONCORSO – PROIEZIONI SPECIALI

Leopardi. Il poeta dell’infinito (parte 1 e 2) – Sergio Rubini

Master and Commander: The Far Side of the World – Peter Weir

Beauty Is Not a Sin – Nicolas Winding Refn (cortometraggio)


ORIZZONTI – CONCORSO

Nonostante – Valerio Mastandrea

Quiet Life – Alexandros Avranas

Mon inséparable – Anne-Sophie Bailly

Aïcha – Mehci Barsaoui

Yin’ād ‘alīku / Happy Holidays – Scandar Copti

Familia – Francesco Costabile

One of Those Days When Hemme Dies – Murat Fıratoğlu

Familiar Touch – Sarah Friedland

Marco – Jon Garaño e Aitor Arregi

Carissa – Jason Jacobs e Devon Delmar

Wishing on a Star – Péter Kerekes

Mistress Dispeller – Elisabeth Lo

The New Year That Never Came – Bogdan Mureşanu

Pooja, Sir – Deepak Rauniyar

Al klavim veanashim / Of Dogs and Men – Dani Rosenberg

Pavements – Alex Ross Perry

Happyend – Neo Sora

L’attachement – Carine Tardieu

Diciannove – Giovanni Tortorici


ORIZZONTI – EXTRA

September 5 – Tim Fehlbaum

Vittoria – Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman

Le mohican – Frédéric Farrucci

Seeking Heaven for Mr. Rambo – Khaled Mansour

La storia del Frank e della Nina – Paola Randi

The Witness – Nader Saeivar  

Afterparty – Vojtěch Strakatý

Edge of Night – Türker Süer

King Ivory – John Swab

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