di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Come di consueto, alla fine di luglio arriva la conferenza stampa di presentazione del programma del Festival di Venezia. Una successione da thriller in cui registi, attori, sezioni, tendenze di quello che è e di quello che sarà, si susseguono attraverso la presentazione del direttore del festival, Alberto Barbera, senza dare bene il tempo di metabolizzare le cose.
A una prima impressione il programma sembra pantagruelico e in grado di accontentare tutti i palati. Difficile tracciare un profilo tematico della selezione, sembra che la contaminazione (di stili, sguardi, generi) e l’assenza di confini siano uno dei fil rouge del festival, così come il lungo minutaggio di molti film, aspetto che renderà non semplice la fruizione dei film in loco e che decreta già ambitissimo il biglietto per il film di Takeshi Kitano, gradito ritorno in laguna con un film di appena 62 minuti.

Tra l’apertura con Beetlejuice, Beetlejuice di Tim Burton e la chiusura con Pupi Avati e il suo thriller gotico L’orto americano, ci sarà di tutto e di più.
Ci saranno quelli che si sapeva già che ci sarebbero stati (Pedro Almodovar, Luca Guadagnino, Pablo Larraín, Joker 2),
ci saranno i soliti noti (Harmony Korine, Lav Diaz, Kiyoshi Kurosawa, Wang Bing, Amos Gitai),
ci saranno moltissime star (Brad Pitt, George Clooney, Angelina Jolie, Joaquin Phoenix, Lady Gaga, Julianne Moore, Daniel Craig, Jude Law, Tilda Swinton, il red carpet del film di Tim Burton che include già mezza Hollywood),
ci sarà qualche sorpresa (Nicole Kidman in versione sadomaso, Claude Lelouch in trasferta dalla Croisette),
ci sarà il cinema italiano in grande spolvero (Valerio Mastandrea, Sergio Rubini, Francesca Comencini, Marco Bellocchio, Alice Rohrwacher, Gianni Amelio, Pupi Avati, cinque film in concorso e, tra gli attori, Luca Marinelli, Barbara Ronchi, Toni Servillo, Elio Germano, Filippo Scotti, Alessandro Borghi, Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Gifuni, Alba Rohrwacher, Pierfrancesco Favino, Gabriel Montesi, Pietro Castellitto ),
ci saranno moltissimi documentari (sui Beatles, Yoko Ono e John Lennon, Non aprite quella porta, il film maledetto e mai uscito di Jerry Lewis, la guerra vista da occhi sia ucraini che russi),
ci saranno varie opere prime,
ci saranno sguardi da ogni latitudine (tra cui Nepal, Sud Africa, Grecia, Tunisia, Turchia, Romania, Egitto, Iran, Repubblica Ceca),
ci saranno serie tv di autore, sempre più assimilabili al cinema (Alfonso Cuarón, Rodrigo Sorogoyen, Thomas Vinterberg, Joe Wright).
Si spera che ci sia anche qualcosa di nuovo perché, al di là del piacere di ritrovare ciò che conosciamo e magari amiamo, un festival deve essere prima di tutto territorio di scoperta. Ma questo lo scopriremo solo vivendo il festival.
Cosa manca? Forse, tra quelli di cui si era vociferato, il Nosferatu di Robert Eggers, ma direi che ce ne faremo tranquillamente una ragione.

Tra i titoli che più mi incuriosiscono:
Familia di Francesco Costabile, perché, fin dalla presentazione a Cinè, mi sembra animato da un’urgenza comunicativa che va oltre il mezzo cinematografico,
Maldoror di Fabrice Du Welz, perché, che piaccia o meno (e non sempre mi piace), lo sguardo del regista belga è di quelli poco concilianti con cui è interessante il confronto,
The Quiet Son di Delphine e Muriel Coulin, perché Vincent Lindon, padre single che tribola nel crescere due figli agli antipodi nelle scelte di vita, mi incuriosisce molto,
Kjærlight (Love) di Dag Johan Haugerud, perché dalla Norvegia arriva poco e quello che arriva bisogna coglierlo al volo, se poi analizza comportamenti sessuali in contrasto con le norme sociali (si tratta di una trilogia e questo è il terzo raccordo), ancora di più, perché dal nord Europa è più probabile che si esca dalle griglie di uno sguardo giudicante,
Diva futura, perché con Settembre Giulia Steigerwalt aveva dimostrato prospettive interessanti e un film pop su Riccardo Schicchi e la sua agenzia di casting e produzione hot pare proprio da non perdere.
Ma ecco tutto il programma suddiviso per sezioni:

CONCORSO
The Room Next Door – Pedro Almodóvar
Campo di battaglia – Gianni Amelio
Les enfants après eux – Ludovic Boukherma e Zoran Boukherma
The Brutalist – Brady Corbet
Jouer avec le feu (The Quiet Son) – Delphine Coulin e Muriel Coulin
Vermiglio – Maura Delpero
Iddu – Fabio Grassadonia e Antonio Piazza
Queer – Luca Guadagnino
Kjaerlighet / Love – Dag Johan Haugerud
April – Dea Kulumbegashvili
The Order – Justin Kurzel
Maria – Pablo Larraín
Trois amies – Emmanuel Mouret
Kill the Jockey – Luis Ortega
Joker: Folie à Deux – Todd Phillips
Babygirl – Haline Reijn
Ainda Estou Aqui / I’m Still Here – Walter Salles
Diva futura – Giulia Louise Steigerwalt
Harvest – Athina Rachel Tsangari
Qing Chun Gui / Youth – Homecoming
Stranger Eyes – Yeo Siew Hua

FUORI CONCORSO – FICTION
Beetlejuice Beetlejuice – Tim Burton
L’orto americano – Pupi Avati
Il tempo che ci vuole – Francesca Comencini
Phantosmia – Lav Diaz
Maldoror – Fabrice du Welz
Broken Rage – Takeshi Kitano
Baby Invasion – Harmony Korine
Cloud – Kurosawa Kiyoshi
Finalement – Claude Lelouch
Wolfs – Lupi solitari – Jon Watts
Se posso permettermi capitolo 2 – Marco Bellocchio (cortometraggio)
Allégorie Citadine – Alice Rohrwacher e JR (cortometraggio)

FUORI CONCORSO – NON FICTION
Apocalypse in the Tropics – Petra Costa
Bestiari, erbari, lapidari – Massimo D’Anolfi e Marina Parenti
Why War – Amos Gitai
2073 – Asif Kapadia
One to One: John & Yoko – Kevin Macdonald e Sam Rice-Edwards
Separated – Errol Morris
Israel Palestine on Swedish TV 1958-1989 – Göran Hugo Olsson
Russians at War – Anastasia Trofimova
TWST / Things We Said Today – Andrei Ujică
Songs of Slow Burning Earth – Olha Zhurba
Riefenstahl – Andres Veiel

FUORI CONCORSO – SERIES
Disclaimer (capitoli 1-7) – Alfonso Cuarón
The New Years (ep. 1-10) – Rodrigo Sorogoyen del Amo, Sandra Romero, David Martin de los Santos
Families Like Ours (ep. 1-7) – Thomas Vinterberg
M – Il figlio del secolo (ep. 1-8) – Joe Wright

FUORI CONCORSO – PROIEZIONI SPECIALI
Leopardi. Il poeta dell’infinito (parte 1 e 2) – Sergio Rubini
Master and Commander: The Far Side of the World – Peter Weir
Beauty Is Not a Sin – Nicolas Winding Refn (cortometraggio)

ORIZZONTI – CONCORSO
Nonostante – Valerio Mastandrea
Quiet Life – Alexandros Avranas
Mon inséparable – Anne-Sophie Bailly
Aïcha – Mehci Barsaoui
Yin’ād ‘alīku / Happy Holidays – Scandar Copti
Familia – Francesco Costabile
One of Those Days When Hemme Dies – Murat Fıratoğlu
Familiar Touch – Sarah Friedland
Marco – Jon Garaño e Aitor Arregi
Carissa – Jason Jacobs e Devon Delmar
Wishing on a Star – Péter Kerekes
Mistress Dispeller – Elisabeth Lo
The New Year That Never Came – Bogdan Mureşanu
Pooja, Sir – Deepak Rauniyar
Al klavim veanashim / Of Dogs and Men – Dani Rosenberg
Pavements – Alex Ross Perry
Happyend – Neo Sora
L’attachement – Carine Tardieu
Diciannove – Giovanni Tortorici

ORIZZONTI – EXTRA
September 5 – Tim Fehlbaum
Vittoria – Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman
Le mohican – Frédéric Farrucci
Seeking Heaven for Mr. Rambo – Khaled Mansour
La storia del Frank e della Nina – Paola Randi
The Witness – Nader Saeivar
Afterparty – Vojtěch Strakatý
Edge of Night – Türker Süer
King Ivory – John Swab
