di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Si è tenuta la consueta conferenza stampa di fine luglio con l’annuncio dei film in programma al prossimo Festival di Venezia.
In apertura il Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, ha tenuto un lungo discorso arricchendo i ringraziamenti di rito con la specifica di cosa esattamente vuole essere Venezia 82: “È una mostra, non un festival“, ha detto, “un transito di linde nuvole che è un riportarci alla speranza, un punto di riferimento per le giovani generazioni“, sottolineando l’attenzione nei confronti del pubblico di studenti che negli ultimi anni è notevolmente aumentato. “L’arte“, ha poi aggiunto, “restituisce conoscenza a noi che siamo struzzi con la testa conficcata nella melma dell’indifferenza“. Parole forti che sono una dichiarazione di intenti per una manifestazione che prova anche quest’anno a fare la differenza. Se ci riuscirà o meno saranno, come sempre, i film e la loro capacità pervasiva a dimostrarlo.
Più sintetico il Direttore del Settore Cinema, Alberto Barbera, che è partito subito illustrando il ricco programma.


Prima di entrare nel dettaglio con la lista dei titoli, alcune considerazioni sparse:
- La durata media dei film è superiore alle due ore, ormai pare essere questo lo standard e, parere personale, non è un bel segnale, perlomeno per chi ama la sintesi, il rischio ridondanza è infatti dietro l’angolo
- I film Biennale College sono quelli che sono stati interamente finanziati con il contributo economico della Biennale, pari a 200 mila euro per ogni film
- La sezione Orizzonti Extra, quella con il premio del pubblico, è stata sostituita da quella denominata Venezia Spotlight, in pratica cambia il nome ma non la sostanza
- Trovano spazio nel programma alcuni dei titoli di prossima uscita di cui si era già parlato a Cinè
- Sono molti i film con cast stellari: che sia la nuova tendenza quella di impegnare una superstar per poche pose per avere più appeal su un pubblico affamato di fama?
- Moltissimi i documentari, fuori concorso sono addirittura 15 in un’apposita sezione, con autori molto interessanti (tra gli altri, Sofia Coppola, Lucrecia Martel, Werner Herzog, Laura Poitras)
- Ci saranno moltissime star, a partire da Julia Roberts, per la prima volta ospite del festival
- Non mancano le serie tv e l’apertura nei confronti delle piattaforme streaming, da sempre marchio di fabbrica di Venezia rispetto alla chiusura di Cannes che, in tal senso, si è imposta regole più stringenti
- Cinque i film italiani in concorso
- Previsioni rispettate oppure no? Direi che c’è tutto quello di cui si era vociferato con, forse, anche qualcosa in più

E prima di passare ai film – stavolta per davvero – qualche dettaglio su alcuni dei titoli nelle sezioni collaterali di cui si sa poco e che si potrebbero rivelare interessanti sorprese:
- HOLOFICTION di Michal Kosakowski: film sperimentale che si interroga sulla rappresentazione visuale dell’Olocausto attraverso un montaggio di oltre tremila film e serie televisive dal 1938 ai giorni nostri
- MOTOR CITY di Potsy Ponciroli: tutte le convenzioni del gangster movie in un film privo di dialoghi con Shailene Woodley e Ben Foster
- CALLE MALAGA di Maryam Touzani: una donna spagnola di 74 anni si oppone alla decisione della figlia di vendere la sua casa a Tangeri; lei è Carmen Maura, la regista quella dell’apprezzato Il caftano blu.
- AMMAZZARE STANCA di Daniele Vicari. Se in un film hai fatto la comparsa sei inevitabilmente curioso di sapere se il montaggio ti ha tagliato!
- FATHER di Tereza Nvotová: a volte l’assenza di informazioni incuriosisce perché crea un vuoto che riempiamo con le nostre aspettative; di questa co-produzione tra Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, diretta da una regista già premiata a Locarno, Barbera ha detto “meglio non sapere nulla per evitare spoiler e vivere la inaspettata deriva narrativa”
- UN ANNO DI SCUOLA di Laura Samani: c’è grande curiosità nei confronti dell’opera seconda di una regista il cui primo film, Piccolo corpo, è diventato un caso vincendo il David di Donatello per il miglior regista esordiente nel 2022
- HUMAN RESOURCE di Nawapol Thamrongrattanarit: il mondo del lavoro in una società a capitalismo avanzato come la Thailandia
- La serie tv UN PROPHÈTE di Enrico Maria Artale: un bravo regista italiano dallo sguardo internazionale (il poco visto ma unanimemente apprezzato El paraíso) alle prese con una serie tv francese
Ma ora veniamo ai titoli delle varie sezioni:

CONCORSO
La Grazia – Paolo Sorrentino (film di apertura)
The Wizard of the Kremlin – Olivier Assayas
Jay Kelly – Noah Baumbach
The Voice of Hind Rajab – Kaouther Ben Hania
A House of Dynamite – Kathryn Bigelow
Ri Gua Zhong Tian (The Sun Rises on Us All) – Cai Shangjun
Frankenstein – Guillermo del Toro
Elisa – Leonardo di Costanzo
À Pied d’Oeuvre – Valérie Donzelli
Silent Friend – Ildikó Enyedi
The Testament of Ann Lee – Mona Fastvold
Father Mother Sister Brother – Jim Jarmusch
Bugonia – Yorgos Lanthimos
Duse – Pietro Marcello
Un Film Fatto Per Bene – Franco Maresco
Orphan – László Nemes
L’Étranger – François Ozon
Eojjeol Suga Eopda (No Other Choice) – Park Chan-wook
Sotto Le Nuvole – Gianfranco Rosi
The Smashing Machine – Benny Safdie
Nühai (Girl) – Shu Qi

FUORI CONCORSO – FICTION
Chien 51 – Cédric Jimenez (film di chiusura)
Boşluğa Xütbə (Sermon to the Void) – Hilal Baydarov
L’Isola di Andrea – Antonio Capuano
Il Maestro – Andrea di Stefano
After the Hunt – Luca Guadagnino
Hateshinaki Scarlet – Mamoru Hosoda
Den Sidste Viking (The Last Viking) – Anders Thomas Jensen
In the Hand of Dante – Julian Schnabel
La Valle Dei Sorrisi – Paolo Strippoli
Dead Man’s Wire – Gus Van Sant
Orfeo – Virgilio Villoresi

FUORI CONCORSO – NON FICTION
Kabul, Between Prayers – Aboozar Amini
Ferdinando Scianna, Il Fotografo Dell’Ombra – Roberto Andò
Marc by Sofia – Sofia Coppola
I Diari di Angela, Noi Due Cineasti. Capitolo Terzo – Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi
Ghost Elephants – Werner Herzog
Baba Wa Al-Qadhafi (My Father and Qaddafi) – Jihan K
The Tale of Sylian – Tamara Kotevska
Nuestra Tierra – Lucrecia Martel
Remake – Ross McElwee
Kim Novak’s Vertigo – Alexandre Philippe
Cover-Up – Laura Poitras e Mark Obenhaus
Broken English – Jane Pollard e Iain Forsyth
Zapiski Nastoyashego Prestupnika (Notes of a True Criminal) – Alexander Rodnyansky e Andriy Alferov
Director’s Diary – Aleksander Sokurov
Hui Jia (Back Home) – Tsai Ming-liang

FUORI CONCORSO – SERIES
Portobello (Ep. 1-2) – Marco Bellocchio
Un Prophète (Ep. 1-8) – Enrico Maria Artale
Etty (Ep. 1-6) – Hagai Levi
Il Mostro (Ep. 1-4) – Stefano Sollima

FUORI CONCORSO SPECIALE CINEMA & MUSICA
Nino. 18 Giorni – Toni D’Angelo
Piero Pelù. Rumore Dentro – Francesco Fei
Newport and the Great Folk Dream – Robert Gordon e Joe Lauro
Francesco de Gregori Nevergreen – Stefano Pistolini

ORIZZONTI – CONCORSO
Mother – Teona Strugar Mitevska
Komedie Elahi (Divine Comedy) – Ali Asgari
Hiedra – Ana Cristina Barragan
Il Rapimento di Arabella – Carolina Cavalli
Estrany Riu (Strange River) – Jaume Claret Muxart
Hara Watan (Lost Land) – Akio Fujimoto
Grand Ciel – Akihiro Hata
Rose of Nevada – Mark Jenkin
Late Fame – Kent Jones
Milk Teeth – Mihai Mincan
Pin de Fartie – Alejo Moguillansky
Otec (Father) – Tereza Nvotova
En El Camino – David Pablos
Songs of Forgotten Trees – Anuparna Roy
Un Anno di Scuola – Laura Samani
The Souffleur – Gastón Solnicki
Barrio Triste – Stillz
Human Resource – Nawapol Thamrongrattanarit
Funeral Casino Blues – Roderick Warich

VENEZIA SPOTLIGHT
Hijra – Shahad Ameen
Un Cabo Suelto – Daniel Hendler
Made in EU – Stephan Komandarev
Motor City – Potsy Ponciroli
La Hija de la Española – Mariana Rondón and Marité Ugás
À Bras-Le-Corps – Marie-Elsa Sgualdo
Calle Malaga – Maryam Touzani
Ammazzare Stanca – Daniele Vicari

BIENNALE COLLEGE CINEMA
Agnus Dei – Massimiliano Camaiti
One Woman One Bra – Vincho Nchogu
Chiet Chea Manusa (Becoming Human) – Polen Ly
Secret Of A Mountain Serpent – Nidhi Saxena
