GLI INTROVABILI Rassegna cinematografica al cinema Odeon di Bologna  —  CINEMA IN FESTA – SETTEMBRE 2026 Giunge alla nona e ultima edizione

VENEZIA 2026: IL VERDETTO DELLA GIURIA

Tutti i premiati

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Brava Maggie e brava giuria!

Non vi siete lasciati condizionare dal sentiment generale e avete ragionato seguendo il vostro imprescindibile sentire, del resto è ciò che deve fare una giuria che, continuo a ricordarlo, non è popolare ma composta da 8 artisti internazionali, ognuno con il suo background e la sua specifica sensibilità. Ha vinto WOMAN UNKNOWN di May El-Toukhy. È il migliore? E chi lo sa, sarà il tempo a farcelo capire, sicuramente non il peggiore, anzi, pure un buon film che aveva subito colpito, tanto che nella classifica generale dei voti della critica si piazza al 6° posto (su 21 film in concorso), con voto 3,56/5, decisamente un buon piazzamento. Insomma, tanto per fare un esempio, non ha vinto Company di Casey Affleck (20° posto e voto 2,55). Due le polemiche relative al film vincitore, la prima è che una Presidente di giuria donna premia l’unica donna in concorso (che poi c’è anche Rachel Szor, coregista di Naza, ma l’inserimento del film in concorso è avvenuto solo poco prima dell’inizio del festival) ed è considerata una detestabile sorellanza, come se si desse per scontato che il film non sia valido, invece, ripeto, è un buon film. La seconda verte invece sul doppio riconoscimento ricevuto dal film, infatti la protagonista di Woman Unknown, Mathilde Arcel, ha vinto la Coppa Volpi come migliore interprete femminile. Anche questo immeritato? Ne siamo sicuri? La regola è che un film può avere solo un premio, in modo da non avere un asso pigliatutto ma una equa distribuzione dei riconoscimenti tra le opere in concorso; pare che la cosa sia stata possibile perché, come da regolamento, c’era l’unanimità dei votanti. Cosa, tra l’altro, successa anche nella sezione “Orizzonti”, ma non mi sembra che al riguardo ci siano voci di dissenso.

Chiuse, spero, le polemiche, il palmares si distribuisce tra i titoli che hanno raccolto i maggiori consensi e acceso i confronti più significativi, in un’annata davvero molto buona. Mi accusano di essere di braccino corto nei voti, quest’anno ho dato pure un 9 (l’imperdibile Wild Horse Nine). Italia a bocca asciutta, almeno nel Concorso principale, nonostante una selezione di film molto valida (a parte il pretenzioso The Echo Chamber), con titoli interessanti e ricchi di spunti, soprattutto la inaspettata vitalità di Nanni Moretti (Succederà questa notte) e il film di genere che non ti aspetti in concorso (L’estranea) che potrebbero andare bene pure in sala. Ma torniamo al palmares. Gli altri premi sono andati alle opere che si sono maggiormente distinte. Possible Love di Lee Chang-dong ottiene un meritato Gran Premio della Giuria, dispiace solo che non uscirà in sala (se non in poche e per pochi giorni) ma su Netflix. Giusto anche il premio per la regia di Ilya Khrzhanovsky del monumentale Dau, film che non ho amato così visceralmente come molti al Lido, ma con una storia produttiva e creativa che è forse più interessante del risultato finale. L’urgenza di Naza ottiene il Premio Speciale della Giuria e due film molto amati si dividono la sceneggiatura (Un bon petit soldat) e il migliore attore (John Malkovich, strepitoso e già con l’Oscar in tasca, per Wild Horse Nine).

Maggiori soddisfazioni per l’Italia nelle altre sezioni, in cui l’intenso I figli della scimmia, in concorso in “Orizzonti”, viene premiato sia per il migliore attore (Riccardo Scamarcio) che per la sceneggiatura (Tommaso Landucci e Damiano Femfert).

Parte dell’ottimo risultato deriva anche dalla capacità del direttore Alberto Barbera di dire di no a venerati maestri per cui, in passato, il passaggio in concorso sarebbe stato quasi obbligato. Mentre, diciamolo, pur con sfumature diverse, le opere di Gianni Amelio, Mario Martone, Kornél Mundruczó, Robert Guediguian e Paul Schrader, tanto per citarne alcuni (quelli che ho visto), in concorso avrebbero decisamente stonato. Ha vinto il buon cinema e questo è sicuramente un risultato importante.

Per farsi un’idea dell’accoglienza dei film da parte della critica, ecco la griglia con i voti, suddivisa tra critica internazionale e italiana.

A breve arriveranno anche i SI e i NO del Festival, ma ora, passiamo ai premi.


CONCORSO

La Giuria di VENEZIA 83, presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To, dopo aver visionato i 21 film in competizione ha deciso di assegnare i seguenti premi:

LEONE D’ORO per il miglior film a:
KVINDE UKENDT  (WOMAN UNKNOWN) di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia)

LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA a:
GA-NEUNG-HAN SA-RANG (POSSIBLE LOVE) di Lee Chang-dong (Corea del Sud)

LEONE D’ARGENTO – PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA a:
Ilya Khrzhanovsky per il film DAU (Germania, Francia, Svezia)

COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a:
Mathilde Arcel nel film KVINDE UKENDT  (WOMAN UNKNOWN) di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia)

COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a:
John Malkovich nel film WILD HORSE NINE di Martin McDonagh (Regno Unito, USA, Cile)

PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Stéphane Brizé, Coralie Amédéo, Olivier Gorce per il film UN BON PETIT SOLDAT di Stéphane Brizé (Francia)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a:
NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor (Regno Unito)  

PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore o attrice emergente a:
Malou Khebizi nel film 15/18 (A PLACE TO HEAL) di Cédric Kahn (Francia)


ORIZZONTI

La Giuria ORIZZONTI della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da Valérie Donzelli e composta da Peter Becker, Elizabeth Lo, David Pablos e Barbara Ronchi, dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 13 cortometraggi in concorso, assegna:

PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a:
UN DÉTOUR PAR DIANE (DIANE IN THE LOOP) di Ann Sirot e Raphaël Balboni (Belgio, Francia)

PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a:
Jacqueline Lentzou per il film MIA MERA STI ZOI TIS TZO: KEFALAIO FAIDRA (A DAY IN THE LIFE OF JO: CHAPTER PHAEDRA) (Grecia, Germania, Francia)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a:
LA MAISON DU VENT (HOUSE OF THE WIND) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita, Qatar)

PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE ATTRICE a:
Laleh Marzban nel film MORAGHEB (FALLING HOUSE) di Mohsen Gharaei (Iran, USA, Germania)

PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR ATTORE a:
Riccardo Scamarcio nel film I FIGLI DELLA SCIMMIA di Tommaso Landucci (Italia)

PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Tommaso Landucci e Damiano Femfert per il film I FIGLI DELLA SCIMMIA di Tommaso Landucci (Italia)

PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a:
QUELQUES INSTANTS DE BONHEUR (A FEW MOMENTS OF HAPPINESS) di Shaden Safieddine Tazi (Francia, Regno Unito, Libano)


PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA

La Giuria LEONE DEL FUTURO – PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da Carolina Cavalli e composta da Akinola Davies Jr. e Ted Hope, assegna il premio:

LEONE DEL FUTURO
PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” a:
LA MAISON DU VENT (HOUSE OF THE WIND) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu (Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita, Qatar)
ORIZZONTI


VENEZIA SPOTLIGHT

PREMIO DEGLI SPETTATORI ARMANI BEAUTY a:
EU CONTEZ (I MATTER)
di Alina Șerban (Romania, Germania, Belgio)


VENEZIA CLASSICI

La Giuria di VENEZIA CLASSICI presieduta da Daniele Vicari e composta da 24 studenti – indicati dai docenti – dei corsi di cinema delle università italiane, assegna

il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO a:
LA LUNGA NOTTE DEL ‘43 di Florestano Vancini (Italia)


VENICE IMMERSIVE

La Giuria VENICE IMMERSIVE presieduta da Paul Raphaël e composta da Négar Motevalymeidanshah e Kate Voet dopo aver visionato i 30 progetti in concorso, assegna:

il GRAN PREMIO VENICE IMMERSIVE a:
THE PIGEON RING di Shixin Tao e Yuqi Zhang (Cina)

il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA VENICE IMMERSIVE a:
OUT OF THE ASHES di Rory Mitchell e Nonny De La Peña (USA)

il PREMIO PER LA REALIZZAZIONE VENICE IMMERSIVE a:
EMPIRE AT SEA di Peter Flaherty (USA)


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