LOS DOMINGOS

In Concorso al Festival di San Sebastian

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Voto: 9

di Alauda Ruiz de Azúa con Blanca Soroa, Patricia López Arnaiz, Miguel Garcés, Juan Minujín, Mabel Rivera, Nagore Aranburu

Spagna, Francia 2025 – durata 115′

Ainara ha diciassette anni, vive in una famiglia rumorosa e vitale con due sorelle più piccole, un papà burbero e venale ma a suo modo presente e una nonna amorevole. Ha perso la mamma quando era bambina e la zia è stata, ed è tutt’ora, un punto di riferimento imprescindibile nel suo processo di crescita. Captiamo queste informazioni attraverso la riunione familiare con cui si apre il film che utilizza la coralità per porre le basi del racconto. In parallelo assistiamo al percorso di formazione di Ainara che si distingue dai soliti perché abbraccia un cammino di fede: Ainara è infatti determinata a entrare in convento perché sente la vocazione e vuole diventare suora di clausura. Come reagire davanti a una scelta così totalizzante ed estrema in un momento della vita, quello dell’adolescenza, in cui si ha fame di vita e ogni scelta sembra per sempre ma anche dettata dall’entusiasmo del momento?Ainara ha poche incertezze e appare convinta, è una ragazza brillante e determinata che sta facendo una scelta controcorrente, è il mondo intorno a lei che non è preparato e resta traumatizzato, in particolare la zia, atea e protettiva. Non è un film animato da retropensieri o sotto il peso di una tesi pro o contro la Chiesa cattolica e il fervore religioso, quello è solo lo spunto per mostrare come sia difficile, intanto crescere e formarsi un punto di vista sulle cose, ma anche riuscire a farsi strada in famiglia, in ogni famiglia, dove le dinamiche sono le più varie, il bene declinato in differenti sfumature e ognuno sembra avere una idea precisa su cosa sia giusto e cosa invece sbagliato. La regista, anche sceneggiatrice, è davvero brava nel lasciare liberi i personaggi di vivere, dando voce a una pluralità di punti di vista in cui ogni sentire è contemplato e lecito, ogni legame ha il suo peso, ogni decisione ha i suoi feriti e caduti. L’aspetto più interessante del bel film di Alauda Ruiz de Azua, già vincitrice del premio Goya come migliore regista esordiente nel 2023 per Lullaby, è la lucidità dello sguardo che combina l’assenza di giudizio con un registro brillante che trova un perfetto equilibrio tra dramma e commedia. Interpreti straordinari, a partire dalla giovane e luminosa protagonista Blanca Soroa.

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