AILLEURS LA NUIT

Più esperimento sensoriale che film

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Voto: 6

di Marianne Métivier con Camille Rutherford, Victor Trelles Turgeon, Garance Marillier, Émile Schneider

Canada, Filippine, Francia 2025 – durata 105’

È molto ambiziosa l’opera prima della franco filippina Marianne Métivier, perché cerca di combinare ambienti e personaggi differenti per raggiungere una dimensione onirica con il collante del suono, vero protagonista trasversale del film. C’è una sound artist che mette in discussione il suo rapporto di coppia e la sua creatività in una casa di campagna tra giornate scandite al ritmo della natura e c’è il brulicare della città in cui è immersa una ragazza appena arrivata dalle Filippine, tra notti insonni e un indolente vagare senza meta in cerca di qualcosa che catturi l’interesse.  Ad accomunare le due protagoniste un’inquietudine data dall’insoddisfazione del presente e dalla voglia di essere altrove, dove, non è chiaro nemmeno ai personaggi, che si esplicita attraverso silenzi, pedinamenti e contemplazione di una natura sempre presente che scandisce il ritmo di giornate mai davvero piene. È un film molto legato alla percezione, con una regia fluida che segue i personaggi nei loro andirivieni privi di approdo. Non è però semplice trovare una sintonia con un sentire che resta sempre sottotraccia, mai davvero comunicativo, che si accontenta di trasmettere sensazioni e molto legato a un sentire personale privo di una direzione precisa.  Dopo una fascinazione iniziale, capito che il film girerà intorno all’ombelico della regista, si fatica a lasciarsi andare al viaggio, forse più adatto a una dimensione corta. Una delle due protagoniste è la Camille Rutherford di Jane Austen ha stravolto la mia vita.

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