COEXISTENCE, MY ASS

Sdrammatizzare si può

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Voto: 7

di Amber Fares

U.S.A., Francia – 2025 – durata 95’

Dove non arriva il buon senso della politica internazionale, può arrivare l’ironia. Il documentario Coexistence, my ass, un titolo che è una dichiarazione di intenti (“Fanculo la coesistenza!”), mostra il percorso di Noam Shuster Eliassi, da ragazza cresciuta a Neve Shalom (Oasis of Peace) – un villaggio collaborativo dove israeliani e arabi convivevano come una società unica, senza distinzioni che non fossero date dal vivere civile, per porre le basi per un futuro pacifico – a stand-up comedian, dopo un intermezzo come operatrice di pace alle Nazioni Unite. Naom è una ebrea di origini iraniane-polacche ed è una voce fuori dal coro. Si pone in modo empatico trasmettendo il sentire di una moltitudine inascoltata che non fa notizia ma che non ci sta a perpetuare una logica di guerra dove ogni morte ne causa altre, in un gioco al rialzo dove la posta sono migliaia di vite umane. Il suo discorso è tanto rivoluzionario quanto semplice e incisivo e parte dalla non violenza come unica forma di comunicazione possibile. Un modo, l’unico, per resistere all’escalation in atto e riscrivere il futuro. La regista Amber Fares conosce Noam da tempo e la segue e filma dal 2019, utilizzando anche video girati dalla stessa Noam e da amici comuni che alterna allo spettacolo di Noam. Nella sua esibizione l’artista fonde il suo ruolo di attivista con la sua vita privata ponendo l’attenzione su aspetti, come le differenze linguistiche, che per noi occidentali non sono così chiari e scontati e che invece si rivelano determinanti nel creare ponti o alimentare divisioni. Il messaggio arriva forte e chiaro ed è questa la forza di Noam, per cui si sorride di battute che nessuno si sogna di fare temendo di ferire sensibilità che invece hanno bisogno di trovare una voce a cui aderire che le riverberi. Sdrammatizzare, anche quando sembra la cosa meno opportuna da fare, riporta la discussione a un lato umano, le risate superano tutte le barriere culturali e sociali e accomunano le persone, e unire, anziché dividere, è ciò di c’è più bisogno in questo periodo di odio e violenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *