PILLION – AMORE SENZA FRENI

Master and servant

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Voto: 7.5

di Harry Lighton con Alexander Skarsgård, Harry Melling, Lesley Sharp, Douglas Hodge

Regno Unito 2025 – durata 103

Colin è un trentenne che vive nei sobborghi di Londra con una famiglia amorevole, lavora come accertatore del traffico e canta nei pub canzoni tradizionali con il padre e il fratello. È omosessuale ma questo non è un film sul suo coming out, la famiglia gli è infatti molto complice, anzi, la madre, malata terminale, gli combina incontri perché vorrebbe vederlo fidanzato. Colin ha un’indole docile, è gentile, puntuale, preciso e servizievole. L’incontro casuale con il rude motociclista Ray tira fuori una parte di lui a cui non aveva mai pensato, almeno non in modo così netto e repentino. Comincia infatti una relazione di sottomissione in cui diventa lo schiavo di Ray. Una relazione consensuale dove ognuno ottiene, almeno per un po’, ciò di cui ha bisogno: Colin le attenzioni di un uomo fighissimo e inarrivabile a cui appartenere attraverso l’obbedienza, Ray un uomo da usare a suo piacimento senza scalfire la sua corazza emotiva impenetrabile. Vige un tacito patto tra i due, Ray è riservato, non si sa di cosa vive, nulla del suo passato e non glielo si deve chiedere. Ha inoltre una schiera di amici bikers che sembrano essere come lui, ognuno con il suo schiavo che in alcune occasioni può essere oggetto di scambio. Uno dei pregi del film è quello di mettere in scena un rapporto tra due persone, tra i tanti possibili, con coerenza e senza cedere al moralismo. Non siamo, insomma, dalle parti di Cinquanta sfumature di grigio, in cui il “povero” Christian Grey per maturare una personalità dominatrice aveva vissuto un’infanzia traumatica. Non è questo che interessa al regista Harry Lighton, alla sua opera prima dopo alcuni corti premiatissimi, ma raccontare, più che una storia d’amore, un percorso di ricerca della propria identità. Poi, il giovane protagonista sembra un po’ troppo miracolosamente risolto per vivere in così totale libertà e serenità una relazione con un approccio così disorientante (tra l’altro senza nemmeno alcun dubbio di tipo sanitario), ma sono i filtri di giudizio che ci mettiamo noi in base a una (castrante) narrazione contemporanea che annienta tutto ciò che esce dai ranghi della famiglia tradizionale, incasellando le pulsioni in giuste o sbagliate. Non è comunque nemmeno questo il perno del film che, certo, è inevitabile, stimola ampie riflessioni e favorisce digressioni, ma il regista è abile nel non sviare da ciò che gli interessa: il cammino di crescita di Colin che gli permette di raggiungere una piena e vincente consapevolezza di sé. Perfetti i due protagonisti: Harry Melling, già visto nella saga di Harry Potter, è davvero straordinario nel lasciarsi andare a un ruolo tutt’altro che semplice e Alexander Skarsgård incarna, con poca fatica va detto, lo stereotipo dell’oggetto del desiderio ostentando figaggine e risolutezza. Se c’è una cosa che il film dimostra è anche che i sentimenti possono fare molta più paura di borchie e plug anali. Il film è liberamente tratto dal romanzo “Box Hill” di Adam Mars-Jones, tra i cambiamenti più evidenti l’età del protagonista, che nel libro era diciottenne, e il finale. Il titolo originale del film, Pillion, indica il posto del passeggero su una moto.

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