di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Oggi compirebbe 95 anni CLAUDE CHABROL.
Oltre a essere uno dei fondatori della Nouvelle Vague francese (il suo debutto del 1958, Le beau Serge, è considerato il primo film del movimento), è un attento osservatore di virtù, ma soprattutto vizi, della provincia francese, che molto suo cinema ha dissezionato con caustica lucidità.
Sua musa fu Isabelle Huppert con cui ha girato sette film.
Ha consentito più volte alle attrici protagoniste dei suoi film di essere premiate nei maggiori festival internazionali.


Ecco alcune tappe della sua carriera:
1957: critico dei Cahiers du cinéma, pubblica con Éric Rohmer un libro su Alfred Hitchcock
1958: fonda con Jacques Rivette una casa di produzione cinematografica
1958: il suo primo film, Le beau Serge, con cui vinse il premio della regia al Festival di Locarno, è considerato il primo della Nouvelle Vague
1959: con il suo secondo film, I cugini, vince l’Orso d’Oro al Festival di Berlino
1959: per A doppia mandata, Madeleine Robinson vince il premio per la miglior attrice al Festival di Venezia
1968: Stéphane Audran, compagna per anni del regista e protagonista di molti suoi film, viene premiata come migliore attrice alla Berlinale per Les biches – Le cerbiatte
1978: Isabelle Huppert riceve il premio come migliore attrice al Festival di Venezia per Violette Nozière
1988: per Un affare di donne, tra i suoi film più celebri e premiati, Isabelle Huppert riceve il premio come migliore attrice al Festival di Venezia
1995: Isabelle Huppert e Sandrine Bonnaire vengono premiate per la migliore interpretazione femminile al Festival di Venezia
1997: Rien ne va plus vince come miglior film e per la migliore regia al Festival di San Sebastian
Per meglio capire il suo approccio al racconto, ecco una sua frase significativa:
“Non mi interessa affatto la ricerca di un colpevole. Se si nasconde la colpevolezza di un personaggio, implicitamente diventa la cosa più importante di lui. Io invece voglio che il pubblico sappia chi è l’assassino, in modo da potersi concentrare sulla sua personalità“.


Lo ricordiamo, come sempre, attraverso la sua intensa filmografia per il cinema per cui, per lungo tempo, ha girato almeno un film all’anno (e ha diretto anche numerosi film per la tv):
Le beau Serge (1958)
I cugini (1959)
A doppia mandata (1959)
Donne facili (1960)
I bellimbusti (1961)
L’avarizia, episodio del film I sette peccati capitali (1962)
L’occhio del maligno (1962)
Ofelia (1963)
Landru (1963)
L’uomo che vendette la Tour Eiffel, episodio del film Le più belle truffe del mondo (1964)
La peau de banane, Le draguer-type, Les interwievs-verité e La peche à la ligne, episodi di raccordo del film L’amore e la chance (1964)
La tigre ama la carne fresca (1964)
La Muette, episodio del film Parigi di notte (1965)
Marie Chantal contro il dr. Kha (1965)
La tigre profumata alla dinamite (1965)
La linea di demarcazione (1966)
Le scandale – Delitti e champagne (1967)
Criminal story (1967)
Les biches – Le cerbiatte (1968)
Stéphane, una moglie infedele (1969)
Ucciderò un uomo (1969)
Il tagliagole (1970)
All’ombra del delitto (1970)
Sul far della notte (1971)
Dieci incredibili giorni (1971)
Trappola per un lupo (1972)
L’amico di famiglia (1973)
Sterminate “Gruppo Zero” Z(1974)
Una gita di piacere (1975)
Gli innocenti dalle mani sporche (1975)
Profezia di un delitto (1976)
Pazzi borghesi (1976)
Alice (1977)
Rosso nel buio (1978)
Violette Nozière (1978)
Le cheval d’orgueil (1980)
I fantasmi del cappellaio (1982)
Il sangue degli altri (1984)
Una morte di troppo (1985)
L’ispettore Lavardin (1986)
Volto segreto (1987)
Il grido del gufo (1988)
Un affare di donne (1988)
Giorni felici a Clichy (1990)
Doctor M. (1990)
Madame Bovary (1991)
Betty (1992)
L’oeil de Vichy (1993)
L’inferno (1994)
Il buio nella mente (1995)
Rien ne va plus – Il gioco è fatto (1997)
Il colore della menzogna (1999)
Grazie per la cioccolata (2000)
Il fiore del male (2003)
La damigella d’onore (2004)
La commedia del potere (2006)
L’innocenza del peccato (2007)
Bellamy (2009)


La foto di copertina è stata scattata da Luca Baroncini al Festival di Venezia del 2000 dove Claude Chabrol presentava Grazie per la cioccolata.
