HORIZON: AN AMERICAN SAGA La seconda parte non uscirà al cinema nel mese di agosto  —  CINÉ 2024 2 – 5 Luglio 2024 - le Giornate Professionali di Cinema di Riccione

JOHN MALKOVICH

i 70 anni di un interprete istrionico

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Compie 70 anni JOHN MALKOVICH, icona di ambiguità, fascino e irrazionalità, spesso utilizzato in ruoli di cattivo o psicopatico, ma in grado di andare oltre la gabbia di qualsiasi etichetta.

Il debutto al cinema è subito col botto, infatti interpretando un reduce cieco nel 1984, in Le stagioni del cuore di Robert Benton, riceve la sua prima nomination all’Oscar come migliore attore non protagonista.

La seconda sarà, sempre come non protagonista, per il ruolo dello psicopatico Mitch in Nel centro del mirino di Wolfgang Petersen nel 1993.

In mezzo tanti film, e personaggi, che hanno lasciato il segno:

il figlio tormentato dal rimorso in Lo zoo di vetro (1987) di Paul Newman,

lo spregiudicato prigioniero americano de L’impero del sole (1987) di Steven Spielberg,

il cinico seduttore senza scrupoli Valmont in Le relazioni pericolose (1988) di Stephen Frears,

l’americano in viaggio con la moglie in Il te nel deserto (1990) di Bernardo Bertolucci,

il ritardato Lennie in Uomini e topi (1992), diretto e interpretato dall’amico di gioventù Gary Sinise,

il narratore in Al di là delle nuvole (1995) di Michelangelo Antonioni,

tra i peggiori criminali del mondo in Con Air (1997) di Simon West,

Dr. Jekyll e Mr. Hyde nello sfortunato Mary Reilly (1996) di Stephen Frears,

il moschettiere Athos in La maschera di ferro (1998) di Randall Wallace,

lo strozzino russo Teddy KGB in Il giocatore (1998) di John Dahl,

il regista F.W. Murnau in L’ombra del vampiro (2001) di E. Elias Mehrige,

il Reverendo Gustav Briegleb in Changeling (2008) di Clint Eastwood,

l’analista della CIA Osbourne “Ozzie” Cox in Burn After Reading (2008) dei fratelli Coen,

nella ghenga di Red (2010) di Robert Schwentke e relativo seguito Red 2 (2013) di Dean Parisot,

nonno Kuzja in Educazione siberiana (2013) di Gabriele Salvatores.

Ha anche diretto il film Danza di sangue (2002), con Laura Morante e Javier Bardem.

Non mancano partecipazioni a serie tv e pubblicità, insomma, un vero istrione, con anche un film incentrato su di lui, il folle Essere John Malkovich (1999) dI Charlie Kaufman.

Negli ultimi anni è un po’ la guest star in film per lo più dimenticati e dimenticabili (Velvet Buzzsaw, Arkansas, Ava, Shattered, Mindcage) ma lavora sempre molto ed è atteso in vari progetti, forse il più curioso è In the Hand of Dante di Julian Schnabel. accanto a Jason Momoa, Gerard Butler, Al Pacino e i nostrani Claudio Santamaria e Sabrina Impacciatore.

Lo attendiamo al varco perché riuscirà sicuramente a stupirci di nuovo.

La foto di copertina è di Joseph Marzullo/WENN

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