di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Ci ha lasciati a 91 anni LEA MASSARI, una delle ultime rappresentanti di un’Italia e di un cinema che non ci sono più.
A farci fare un tuffo nel passato è ancora una volta il cinema, di cui è stata indiscussa protagonista negli anni ’60 e ’70.


Il debutto è grazie a Mario Monicelli con Proibito (1954), in cui interpreta Agnese, un’appassionata ragazza sarda, ma la notorietà, anche internazionale, arriva con L’avventura (1960) di Michelangelo Antonioni.
Ha attraversato la Storia del cinema, italiano ma anche francese. Tra i suoi ruoli più controversi e (oggi) apprezzati, di sicuro quello della madre incestuosa in Soffio al cuore, per cui all’epoca venne denunciata per corruzione di minore.
Nella sua carriera anche molta tv (I promessi sposi) e teatro (Anna Karenina).
Negli anni ’80 esce progressivamente di scena per riscoprirsi appassionata animalista e organizza varie campagne per la difesa degli animali e contro la vivisezione.
Ferzan Özpetek la vorrebbe per Cuore sacro, ma non riesce a convincerla e il suo ruolo va a Lisa Gastoni.
Tra i suoi rammarichi quello di non avere ottenuto la parte della moglie di Marcello Mastroianni in 8½ di Federico Fellini, ruolo poi andato ad Anouk Aimée.
La ricordiamo con affetto per i tanti ruoli che ci ha regalato nella sua intensa filmografia:
Proibito di Mario Monicelli (1954)
I sogni nel cassetto di Renato Castellani (1957)
Resurrezione di Rolf Hansen (1958)
L’avventura di Michelangelo Antonioni (1960)
La giornata balorda di Mauro Bolognini (1960)
Il colosso di Rodi di Sergio Leone (1961)
Una vita difficile di Dino Risi (1961)
Morte di un bandito di Giuseppe Amato (1961)
I sogni muoiono all’alba di Mario Craveri e Enrico Gras (1961)
La morte sale in ascensore di Marcel Bluwal (1962)
Le quattro giornate di Napoli (non accreditata) di Nanni Loy (1962)
La città prigioniera di Joseph Anthony (1962)
I cavalieri della vendetta di Carlos Saura (1963)
Il ribelle di Algeri di Alain Cavalier (1964)
La coda del diavolo di Moraldo Rossi (1964)
Le soldatesse di Valerio Zurlini (1965)
Made in Italy di Nanni Loy (1965)
Il giardino delle delizie di Silvano Agosti (1967)
Grazie amore mio di Mario Camus (1968)
Lo voglio morto di Paolo Bianchini (1968)
L’amante di Claude Sautet (1970)
Un soffio di piacere di Michel Gast (1970)
Soffio al cuore Louis Malle (1971)
Senza via d’uscita di Piero Sciumè (1971)
Paolo e Francesca di Gianni Vernuccio (1971)
La corsa della lepre attraverso i campi di René Clément (1972)
La prima notte di quiete di Valerio Zurlini (1972)
La femme en bleu di Michel Deville (1973)
L’uomo che non seppe tacere di Claude Pinoteau (1973)
Un battito d’ali dopo la strage di Pierre Granier-Deferre (1973)
Questo impossibile oggetto di John Frankenheimer (1973)
Cadavere di troppo di Étienne Périer (1974)
Allonsanfàn di Paolo e Vittorio Taviani (1974)
Il poliziotto della brigata criminale di Henri Verneuil (1975)
Chi dice donna dice donna, episodio Papa e maman di Tonino Cervi (1976)
Caccia al montone di Gérard Pirès (1976)
La linea del fiume di Aldo Scavarda (1976)
Vivere giovane di Jacques Rouffio (1977)
Antonio Gramsci – I giorni del carcere di Lino Del Fra (1977)
Repérages di Michel Soutter (1977)
Fuga dall’inferno di Antonio Isasi-Isasmendi (1977)
Sale réveur di Jean-Marie Périer (1978)
Les Rendez-vous d’Anna di Chantal Akerman (1978)
Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi (1978)
Foto ricordo di Pierre Barouh (1979)
La flambeuse di Roger Weinberg (1981)
Sarah di Maurice Dugowson (1983)
Il 7° bersaglio di Claude Pinoteau (1984)
Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci (1985)
Viaggio d’amore di Ottavio Fabbri (1990)

