PILLOLE DI RECE (5)

Recensioni in pillole dei film in circolazione

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Continuano le “pillole di rece”, per chi ama la sintesi, per gli approfondimenti, invece, ci sono sempre le recensioni:

LA VOCE DI HIND RAJAB di Kaouther Ben Hania. Immaginiamolo con altra ambientazione, senza la voce vera, privo di agganci alla realtà, davvero staremmo qui a parlarne così tanto? Un’operazione potente dal punto di vista comunicativo, meno da quello prettamente cinematografico.

LA FAMIGLIA LEROY di Florent Bernard. L’amore che lascia spazio a una routine che lascia spazio a un vuoto. È quello che accade a una coppia quando lei decide di separarsi e lui fa di tutto per evitarlo e parte con tutta la famiglia, figli compresi, per un viaggio verso i luoghi mitici della memoria. Detto così sembra più riuscito di quello che è, cioè piacevole, con qualche verità qua e là, ma restando per lo più in superficie.

UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA di Paul Thomas Anderson. Sarà anche derivativo, un mix tra Tarantino e i fratelli Coen, ma che bello riscoprire il piacere di abbandonarsi al cinema in un racconto che scorre, va dove gli pare e ti porta con sé.

TOGETHER di Michael Shanks. Ironico, brillante, efficace e ovviamente horror, anzi, body horror. Me lo sono gustato, e non è poco, ma l’ho dimenticato prima di quello che pensavo.

LE CITTÀ DI PIANURA di Francesco Sossai. Penso che il suo successo derivi dall’avere indagato una provincia, quella veneta, poco vista al cinema e cartina di tornasole di un malessere diffuso che non fa notizia ma ingrigisce il quotidiano, anche in altre province. E ritrovarsi in un mondo ai margini, in questi tempi dove tutto pare debba scintillare per avere dignità, è rigenerante.

TRE CIOTOLE di Isabel Coixet. È tutta questione di sensibilità e Isabel Coixet trova l’approccio giusto per trasporre un libro non alla lettera ma nello spirito.

A HOUSE OF DYNAMITE di Kathryn Bigelow. Una bomba a orologeria di film che ci trasporta con rigore formale e lucidità laddove non vorremmo mai arrivare. Peccato goderlo più in streaming che al cinema.

AFTER THE HUNT – DOPO LA CACCIA di Luca Guadagnino. Un film sull’assenza di certezze e sulla complessità. Siamo abituati a ragionare a senso unico, oggi tutti i punti di vista sono polarizzati, se non urli non ti ascolta nessuno, se fai la battuta sbagliata nel contesto sbagliato rischi il linciaggio, anche di questo parla il film che avrebbe bisogno di un “segue dibattito” e che rischia di deludere perché è lanciato come il thriller che non è.

EDDINGTON di Ari Aster. Due ore e mezza di personaggi sopra le righe e situazioni grottesche per farci capire che l’America è allo sbando. Grazie ma lo sapevamo già e lo sguardo sembra andare da troppe parti senza troivare un equilibrio tra ambizione, talento e contenuti.

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