PILLOLE DI RECE (9)

Recensioni in pillole dei film in circolazione

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Ancora pillole, cioè recensioni tascabili per avere un’idea dei film usciti nelle ultime settimane. Per gli approfondimenti ci sono però le vere recensioni nell’apposita sezione. L’ordine è rigorosamente alfabetico.

CIME TEMPESTOSE di Emerald Fennell. Interpretazione, più che adattamento, del classico di Emily Bronte che traveste di romanticismo un amore più tossico che mai. Margot Robbie e Jacob Elordi sono fuori parte ma perfetti per incarnare il mito.

LE COSE NON DETTE di Gabriele Muccino. Muccino dà come al solito il suo meglio quando fronteggia le isterie di famiglie disfunzionali, qui alle prese con logori rapporti di coppia e adolescenti più inquieti che mai. Urla, avvinghia e turba.

IL FILO DEL RICATTO – DEAD MAN’S WIRE di Gus Van Sant. Da una storia vera (il sequestro di un broker di mutui nel 1977), un thriller più ironico che teso che mostra le derive del capitalismo, la provincia che non dà scampo, il dramma umano e l’ingerenza dei media. Non è il capolavoro che si legge in giro (visto a Venezia, l’ho abbastanza dimenticato), ma meritava sicuramente più attenzione. 

LA GIOIA di Nicolangelo Gelormini. Da un terribile fatto di cronaca un disturbante ritratto di provincia in nero nel rapporto, dispari e ingannevole, tra una professoressa di francese poco avvezza agli affetti e uno studente esuberante senza freni morali e inibitori. Valeria Golino è mimetica, Saul Nanni una scoperta, Jasmine Trinca e Francesco Colella una conferma.

HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO di Chloé Zhao. Le opere che vogliono straziarti rischiano molto, perché se capti il tentativo manipolatorio, come in questo caso, ti irrigidisci. Ma a funzionare poco è soprattutto il gioco di specchi tra il dolore e la sua sublimazione nell’arte, piuttosto scolastico nella messa in scena adottata. Se Jessie Buckley è molto brava, al professore figlio di un guantaio e con il sacro fuoco della scrittura di Paul Mescal si fatica a credere.

L’INFILTRATA di Arantxa Echevarria. Solido film di genere che si segue tutto d’un fiato nonostante (forse anche grazie a) una regia un po’ sensazionalistica che punta soprattutto all’effetto.

IL MAGO DEL CREMLINO – LE ORIGINI DI PUTIN di Olivier Assayas. Analisi romanzata dell’ascesa di Putin grazie a un enigmatico consulente che ne costruisce, passo dopo passo, manipolazione dopo manipolazione, la strada che lo ha portato dagli anni ‘90 fino a oggi. Paul Dano, checché ne dica Tarantino, è un perfetto uomo nell’ombra, ma a rubare la scena è Jude Law, diversissimo da Putin eppure identico.

PILLION – AMORE SENZA FRENI di Harry Lighton. Una storia di quasi amore, ma soprattutto un interessante percorso di formazione nel rapporto tra un giovane omosessuale di indole accomodante in cerca di un fidanzato e un fighissimo biker a caccia di uno schiavo da dominare. Estremo, spiazzante ma anche tenero e commovente.

SCARLET di Mamoru Hosoda. Regala una sensazione rara, quella di immergersi in un costante senso di meraviglia per il perfetto intreccio tra racconto e immagini. Un connubio che trova la poesia e dà una risposta universale al desiderio di vendetta che intrappola la contemporaneità in guerre senza fine. Un vero e proprio colpo di fulmine. Sarebbe da mostrare in loop nelle stanze dei bottoni dove alla diplomazia si preferisce l’annientamento.

SEND HELP di Sam Raimi. A Sam Raimi gli si vuole bene, ma il film è una cosina stiracchiata e con poco pepe che resta blando sia nella critica sociale che nelle virate horror. Tra l’altro dura troppo per quello che ha da raccontare.

2 commenti su “PILLOLE DI RECE (9)

  1. Sono tornata da poco
    Ho visto “La Sposa”
    Ero indecisa se vederlo o meno ma c’è Christian Bale e non potevo perderlo – alla fine mi è piaciuto , film particolare e bravi sia lui che l’attrice che interpreta la Sposa (nome difficile da memorizzare!)

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