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PARTHENOPE

Il nuovo film di Paolo Sorrentino ha un poster

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Sta facendo il giro del web il nuovo poster di PARTHENOPE, il film di Paolo Sorrentino che sarà in concorso al prossimo Festival di Cannes. Il poster è stato realizzato da Vertigo partendo da una immagine di Greg Williams ed è una perfetta sintesi del film e del suo spirito. Al centro una figura femminile immersa in un mare che sfuma nel cielo di Napoli.

Girato tra Napoli e Capri, PARTHENOPE è una co-produzione italo-francese e Paolo Sorrentino, oltre che regista, è anche autore della sceneggiatura. Molto ricco il cast che include Gary Oldman, Stefania Sandrelli, Luisa Ranieri, Isabella Ferrari e Silvio Orlando.

Ma cosa racconterà? Come al solito nei film del regista napoletano la trama è uno degli elementi, non per forza il più importante.

Dalle parole dello stesso Sorrentino, riportate da più fonti (tra cui Box Office), il film racconta, “il lungo viaggio della vita di Parthenope, dal 1950, quando nasce, fino a oggi. Un’epica del femminile senza eroismi, ma abitata dalla passione inesorabile per la libertà, per Napoli e gli imprevedibili volti dell’amore. I veri, gli inutili e quelli indicibili, che ti condannano al dolore. E poi ti fanno ricominciare. La perfetta estate di Capri, da ragazzi, avvolta nella spensieratezza. E l’agguato della fine. Le giovinezze hanno questo in comune: la brevità. E poi tutti gli altri, i napoletani, vissuti, osservati, amati, uomini e donne, disillusi e vitali, le loro derive malinconiche, le ironie tragiche, gli occhi un po’ avviliti, le impazienze, la perdita della speranza di poter ridere ancora una volta per un uomo distinto che inciampa e cade in una via del centro. Sa essere lunghissima la vita, memorabile o ordinaria. Lo scorrere del tempo regala tutto il repertorio di sentimenti. E lì in fondo, vicina e lontana, questa città indefinibile, Napoli, che ammalia, incanta, urla, ride e poi sa farti male”.

2 commenti su “PARTHENOPE

  1. Mi piace la presentazione di Sorrentino perché riesce a dare una idea (sia pure parziale) della napoletanità che, al di là dei luoghi comuni e delle apologie, è ciò che lega indissolubilmente alle radici chi a Napoli è nato. Nonostante i miei 58 anni di vita a Bologna, vivo Napoli come se me ne fossi staccata solo ieri e tutte le volte che ci ritorno mi sento finalmente “a casa”: è difficile da spiegare a chi, napoletano o no, della mia città veda solo la superficie.

    1. Tutti i “sentirsi a casa” hanno basi comuni, curioso di scoprire come Sorrentino ci racconterà il suo. Poi mi dirai se riflette anche il tuo di napoletana d.o.c.

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