I DIECI MIGLIORI DEBUTTI DELLA STAGIONE 2023/2024 ...fino ad ora...  —  QUESTIONE DI SCELTE gli equilibri sottili tra cinema e streaming

ASPETTANDO GLI OSCAR

Le ultime previsioni prima della notte più stellata dell'anno

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Ormai ci siamo, la notte degli Oscar ci aspetta questa notte su Rai 1 a partire dalle 23.30, con la conduzione affidata al giornalista Alberto Matano.

Nel corso degli ultimi giorni abbiamo analizzato tutti i dieci film candidati come miglior film azzardando le previsioni finali che vedono Oppenheimer come il favorito indiscusso. Poi, se ci saranno sorprese, tanto meglio.

Ma ecco un riepilogo delle nomination suddiviso per film:

OPPENHEIMER

Christopher Nolan potrebbe finalmente vedere riconosciuto, anche agli Oscar, il suo talento.

Tredici le nomination:
miglior film
miglior regista a Christopher Nolan
miglior attore non protagonista a Robert Downey Jr.
migliore colonna sonora a Ludwig Göransson
miglior montaggio a Jennifer Lame
miglior sonoro a Willie Burton, Richard King, Gary A. Rizzo e Kevin O’Connell
migliore sceneggiatura non originale a Christopher Nolan
miglior attore a Cillian Murphy
miglior attrice non protagonista a Emily Blunt
migliore fotografia a Hoyte van Hoytema
migliori costumi a Ellen Mirojnick
miglior trucco e acconciatura a Luisa Abel
migliore scenografia a Ruth De Jong e Claire Kaufman

Quante di queste andranno a segno?
È il favorito di questa edizione e potrebbe essere l’asso pigliatutto. Per me lo sarà, con almeno sette statuette (film, regista, attore, attore non protagonista, colonna sonora, montaggio, fotografia). Sul suono deve vedersela con La zona d’interesse che potrebbe spuntarla. Spero fino all’ultimo che Paul Giamatti possa avere la meglio sul pur bravo Cillian Murphy, ma è diventata un’ipotesi remota.

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POVERE CREATURE!

Il film di Yorgos Lanthimos è partito subito alla grande vincendo il Leone d’Oro a Venezia. Nel nostro paese è stato un grandissimo successo di pubblico, finora il maggiore incasso di questo inizio 2024 con più di un milione di presenze.

Undici le nomination:
miglior film
miglior regista a Yorgos Lanthimos
migliore sceneggiatura non originale a Tony McNamara
miglior attrice a Emma Stone
miglior attore non protagonista a Mark Ruffalo
miglior montaggio a Yorgos Mavropsaridis
migliore fotografia a Robbie Ryan
migliore scenografia a James Price, Shona Heath e Zsuzsa Mihalek
migliori costumi a Holly Waddington
migliore colonna sonora a Jerskin Fendrix
miglior trucco e acconciatura a Nadia Stacey, Mark Coulier e Josh Weston

Quante di queste andranno a segno?
Sono del team “Se Emma Stone non vince il suo secondo Oscar è una ingiustizia”, ma cerco di razionalizzare e la vittoria della più diretta concorrente, Lily Gladstone per Killers of the Flower Moon , potrebbe rappresentare la voglia dei votanti dell’Academy di dare risalto a valori inclusivi e di rinnovamento. Già l’anno scorso è andata così (diciamolo, l’Oscar era di Cate Blanchett e lo sappiamo tutti), spero che quest’anno vinca davvero la migliore. Attenzione, nulla contro Lily Gladstone, ma l’interpretazione di Emma Stone è, secondo me, di un’altra categoria. E il film potrebbe vincere anche per scenografia e/o costumi, ma penso che la spunterà solo la scenografia. Ah, tiferò fino all’ultimo per Mark Ruffalo, ma ormai la vittoria di Robert Downey Jr. pare, ahimè, scontata.


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BARBIE

Insieme a Oppenheimer ha ufficialmente riportato le moltitudini al cinema diventando un fenomeno non solo cinematografico, ma anche di costume. È stato molto apprezzato ma ha anche molti detrattori, il fatto che sia una commedia e che abbia avuto un successo stratosferico non lo ha aiutato a essere preso sul serio.

Otto le nomination:
miglior film
miglior attore non protagonista a Ryan Gosling
miglior attrice non protagonista a America Ferrera
migliore sceneggiatura non originale a Greta Gerwig e Noah Baumbach
migliore scenografia a Sarah Greenwood e Katie Spencer
migliori costumi a Jacqueline Durran
migliore canzone per I’m Just Ken a Mark Ronson e Andrew Wyatt
migliore canzone per What Was I Made For? a Billie Eilish e Finneas O’Connell

Quante di queste andranno a segno?
Ha fatto molto discutere, ma erano quasi tutti articoli acchiappaclic privi di sostanza, l’assenza della regista Greta Gerwig e della protagonista Margot Robbie, entrambe fondamentali per il successo e la forza del film, ma è stata una stagione davvero eccezionale e non vedo errori nelle categorie relative a regista e protagonista femminile, semplicemente quest’anno la concorrenza è stata molto alta. Non ha molte chance di vittoria e rischia di uscire dalla serata degli Oscar con solo l’Oscar per la migliore canzone (“What Was I Made For?”), peraltro non memorabile, anche se scenografie e costumi sono lì che scalpitano, e giustamente, perché sono eccezionali. Ma a spuntarla potrebbero essere solo i costumi.

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KILLERS OF THE FLOWERS MOON

Ogni film di Martin Scorsese è sempre un regalo, perché è uno di quei registi che si abbinano alla parola CINEMA. Questa volta Scorsese volge il suo lucidissimo sguardo su un nervo scoperto della Storia americana, nei cui confronti non fa sconti. È stato sbrigativamente liquidato come troppo lungo e blablabla. Tutte cose anche vere, ma merita maggiore rispetto, e non tanto perché è diretto da un venerato Maestro del cinema (tutto può essere educatamente messo in discussione), quanto perché, pur nella sua ridondanza, è un’opera solida e potente. Insomma, avercene di film così.

Dieci le nomination:
miglior film
miglior regista a Martin Scorsese
miglior attrice a Lily Gladstone
miglior attore non protagonista a Robert De Niro
migliore fotografia a Rodrigo Prieto
miglior montaggio a Thelma Schoonmaker
migliori costumi a Jacqueline West
miglior scenografia a Jack Fisk e Adam Willis
migliore colonna sonora a Robbie Robertson
miglior canzone per Wahzhazhe (A Song For My People) a Scott George
Quante di queste andranno a segno?
Potrebbe essere il grande sconfitto di questa edizione. Se Lily Gladstone, spinta come protagonista anche se a tutti gli effetti è non protagonista, non dovesse farcela, difficile che le altre nove nomination si traducano in statuette.

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ANATOMIA DI UNA CADUTA

Rappresenta la quota festival, sempre più preponderante rispetto al passato. Lo è anche Povere creature!, ma la presenza di Emma Stone e di altri attori noti lo rende più commercialmente fruibile. Quella di attingere ai festival è una tendenza che si è ormai consolidata diventando preponderante. Il lato positivo è che si premia spesso la qualità, o perlomeno ci sono più occasioni per farlo, quello negativo, invece, che si trasforma la festa del cinema statunitense in una sorta di festival parallelo, incerto se celebrare il noto, come ha quasi sempre fatto, o proporsi come radar della contemporaneità, come prova ultimamente a fare. Con il rischio di diventare un ibrido privo di anima. Ma torniamo ad ANATOMIA DI UNA CADUTA, vincitore della Palma d’Oro a Cannes e in primissimo piano per tutta la stagione dei premi. L’ho apprezzato subito appena l’ho visto a Cannes e l’ho pure rivisto con medesimo entusiasmo appena uscito in Italia.

Cinque le nomination:
miglior film
miglior regia a Justine Triet
miglior attrice protagonista a Sandra Hüller
miglior sceneggiatura originale a Justine Triet e Arthur Harari
miglior montaggio


Quante di queste andranno a segno?
È un po’ l’outsider di questa edizione, il film straniero che ce l’ha fatta a imporsi anche sul mercato statunitense (nonostante non sia stato scelto per rappresentare la Francia come migliore film internazionale). Potrebbe riservare soprese e non è escluso che almeno un Oscar vada a segno, con tutta probabilità quello per la prodigiosa sceneggiatura originale.

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THE HOLDOVERS

Con The Holdovers troviamo le mezzetinte, tanto care ad Alexander Payne, in un percorso di formazione classico e pieno di grazia, con una sceneggiatura brillante e protagonisti strepitosi. È un film in punta di piedi che non urla e merita più di quel che può sembrare, perché costruire un universo così compatto e credibile, in grado di toccare il cuore, non è affatto semplice.

Cinque le nomination:
miglior film
miglior attore a Paul Giamatti
miglior attrice non protagonista a Da’Vine Joy Randolph
migliore sceneggiatura originale a David Hemingson
miglior montaggio a Kevin Tent


Quante di queste andranno a segno?
Una delle poche certezze è la vittoria di Da’Vine Joy Randolph, perché ha praticamente vinto tutti i premi possibili della stagione. Su Paul Giamatti, su cui puntavo e che speravo finalmente riconosciuto, pesano i riconoscimenti ottenuti da Cillian Murphy, dato per favorito. La sceneggiatura meriterebbe perché è ben calibrata, ma la concorrenza è molto alta.

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MAESTRO

Presentato in concorso al festival di Venezia, non ha ottenuto riconoscimenti ma ha posto solide basi per il suo andamento nella stagione dei premi, in cui non è mai stato un front runner. Come tutto oggi, spesso per fare rumore più che per indurre alla riflessione, anche Maestro ha diviso la critica.

Sette le nomination:
miglior film
miglior attore a Bradley Cooper
miglior attrice a Carey Mulligan
miglior sceneggiatura originale a Bradley Cooper e Josh Singer
miglior fotografia a Matthew Libatique
miglior trucco a Kazu Hiro, Kay Georgiou e Lori McCoy-Bell
miglior sonoro a Richard King, Steve Morrow, Tom Ozanich e Dean Zupancic

Quante di queste andranno a segno?
Probabilmente solo quella per il trucco. Nonostante il mio tifo sia per Emma Stone, Carey Mulligan ha offerto una prova strepitosa e se mai dovesse vincere, ma non succederà, sarei comunque felice.


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LA ZONA D’INTERESSE

Presentato in concorso al festival di Cannes, ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria e si è gradualmente imposto nella stagione dei premi ottenendo sempre maggiori consensi. È un’opera disturbante e preziosa in grado di affrontare l’Olocausto da una prospettiva diversa e potente. Abbastanza unanimemente incensato sta ottenendo buoni riscontri anche in sala, non certo scontato per un’opera così difficile e disturbante.

Cinque le nomination:
miglior film
miglior regista a Jonathan Glazer
miglior sceneggiatura non originale
miglior film internazionale
miglior sonoro


Quante di queste andranno a segno?
Con tutto il bene che si vuole a Matteo Garrone e al suo Io capitano, sembra proprio che quest’anno la statuetta per il miglior film internazionale andrà al film di Glazer. Poi, come sempre, tutto può succedere. Buone chance anche per il sonoro, punto di forza del film e del disagio in cui immerge lo spettatore.

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PAST LIVES

È una storia di amore e amicizia che scalda il cuore. La sua avventura è partita al Sundance per poi proseguire alla Berlinale 2023. A ogni successiva tappa elogi critici lo hanno accompagnato ed è diventato nel nostro paese il maggiore incasso di San Valentino. Non così scontato considerando che i silenzi e gli sguardi sono preponderanti rispetto alle parole. L’ho visto alla Berlinale 2023 e per me è stato un immediato colpo di fulmine.

Due le nomination:
miglior film
miglior sceneggiatura originale a Celine Song

Quante di queste andranno a segno?

È un po’ fuori dai giochi, unica chance quella della sceneggiatura, ma i concorrenti sono agguerriti e Anatomia di una caduta dovrebbe avere la meglio, ma anche l’outsider May December e pure The Holdovers sono scritti benissimo. E non è da sottovalutare nemmeno Maestro , anche se pare ipotesi ancora più remota. In ogni caso una delle categorie meno prevedibili e più succose. Insomma, si cade comunque in piedi.

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AMERICAN FICTION

Forse è il film più americano tra i nominati, in grado di toccare temi e nervi scoperti della cultura inclusiva contemporanea, molto sentita soprattutto oltreoceano. La sua avventura è cominciata al festival di Toronto dove ha vinto il premio del pubblico. È l’unico dei dieci candidati a miglior film a non avere avuto una distribuzione italiana nelle sale ma a essere sbarcato direttamente in streaming.

Cinque le nomination:
miglior film
miglior attore per Jeffrey Wright
miglior attore non protagonista per Sterling K. Brown
migliore sceneggiatura non originale
migliore colonna sonora

Quante di queste andranno a segno?

La sceneggiatura non originale ha buone probabilità di farcela, le altre categorie molto difficilmente.

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Per i più curiosi, tutte le nomination agli Oscar 2024 le trovare qui.

A questo punto, che Oscar sia!!

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