OSCAR 2026 – DATI DI ASCOLTO

Siamo nel mezzo di una rivoluzione e, forse, non lo sappiamo

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

I numeri relativi ai dati di ascolto della diretta degli Oscar, al di là della mera oggettività, ci dicono anche altro. A livello statistico si è verificato un calo del 9% rispetto all’anno scorso, con un’audience di circa 17,86 milioni di spettatori contro i 19,7 milioni del 2025. La discesa inverte il trend positivo degli ultimi tre anni nonostante gli accorgimenti adottati per calamitare l’attenzione globale. Tra questi il più evidente è stato quello di anticipare l’orario di inizio alle 19, e quindi non più a notte fonda per noi ma dalla mezzanotte, ma lo show si è dilungato parecchio fino a coprire quasi quattro ore di durata, perdendo via via per strada il pubblico non strettamente fidelizzato.

C’è anche da dire che non è stata una stagione dei premi particolarmente elettrizzante, con un vincitore, Una battaglia dopo l’altra, quasi subito annunciato, soprattutto per mancanza di alternative, e con un minimo di tensione sopraggiunta solo negli ultimi giorni in cui si pensava che I peccatori potesse fare “il ribaltone” aggiudicandosi anche la statuetta per il miglior film, e qualche incognita legata agli attori, ma variazioni minime che non hanno cambiato la bassa tensione per l’attribuzione di premi che sembrano interessare sempre più solo gli addetti ai lavori piuttosto che il pubblico generalista.

Ad essere aumentato è però il traffico social intorno all’evento, con impression cresciute del 42% e aumenti significativi anche sulle piattaforme digitali dell’Academy. È questo il dato più significativo su cui occorre ragionare, perché ci dice una cosa ben precisa: non è calata l’attenzione nei confronti degli Oscar, ma è cambiato il modo di fruirne. Sono meno quelli che guardano l’intera cerimonia o parte di essa sui canali tradizionali, sono in aumento invece quelli che la frammentano intercettandola in altro modo. Ed è un po’ quello che succede per l’informazione in generale, si parcellizza, con tutti i rischi connessi al mancato approfondimento di notizie che si interiorizzano a partire da un titolo.

Una tendenza già in atto anche con altre cerimonie che hanno subito contrazioni quest’anno, come i Golden Globes, in discesa del 6% a gennaio, e i Grammy calati del 6% a febbraio, e che dimostra che probabilmente siamo nel mezzo di un cambiamento epocale. L’ Academy sta già cercando di cavalcare l’onda senza subirla, ha infatti deciso, e l’accordo era già stato sottoscritto prima degli Oscar di quest’anno, di svoltare completamente: dal 2029 i diritti per trasmettere gli Oscar salteranno i canali tradizionali per approdare su YouTube che li deterrà in esclusiva pare almeno fino al 2033.

È questa la vera rivoluzione in atto e siccome la stiamo vivendo e ci siamo in mezzo probabilmente non ce ne stiamo rendendo ancora conto.

C’è da pensarci su, perlomeno da esserne consapevoli.

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