IL BARO-METRO: SGUARDI DALLA SALA (03/23_24) – PARTE 2 III TRIMESTRE STAGIONE 2023 / 2024  —  IL BARO-METRO: SGUARDI DALLA SALA (03/23_24) – PARTE 1 III TRIMESTRE STAGIONE 2023 / 2024

TUTTI I PREMIATI AI DAVID E UN RESOCONTO DELLA SERATA

DAVID DI DONATELLO 2024

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Non è stata la serata di Paola Cortellesi, almeno non solo, perché C’è ancora domani ha vinto sì sei David di Donatello, ma Io capitano ne ha conquistati sette e anche i due più importanti, Film e Regia. Il copione pareva già scritto, e i primi premi attribuiti a C’è ancora domani, forte delle sue diciannove candidature, lo hanno confermato, quando a serata inoltrata ha cominciato a imporsi Io capitano, fino alla zampata finale.

Premi concentrati fondamentalmente su quattro film, oltre ai due più premiati anche Rapito (5 David) e Palazzina LAF (3 David), mentre Comandante, La chimera e Il sol dell’avvenire sono rimasti a bocca asciutta.

Serata inevitabilmente molto lunga, con una prima parte piuttosto moscia, con una mezz’ora di red carpet che non c’è a base di nulla e atmosfera da sagra di paese. Quando si entra nel vivo i due conduttori se la cavano nonostante l’assenza totale di alchimia: Carlo Conti è accentratore e professionale, molto attento a non perdere il ritmo (cosa fondamentale in una successione di premi e discorsi di ringraziamento), Alessia Marcuzzi interpreta alla perfezione il ruolo della “inopportuna” (a volte sembra trarre ispirazione dalla Fanelli), si prende lo spazio che non sempre le viene concesso, mette un po’ di calore e, cosa che non guasta, di cinefilia. Si vede che va al cinema e le piace e questo fa sicuramente la differenza!

Sul palco si avvicendano i vincitori, con Paola Cortellesi vera macchina da spettacolo nel non ripetersi nonostante la sua iniziale onnipresenza, grazie alla carica umana e all’ironia, e Matteo Garrone che non puoi che volergli bene appena lo vedi.

Fuori luogo la sfuriata del costumista Sergio Ballo nel ritirare il David per i costumi di Rapito, bizzarro il discorso di Justine Triet nel ritirare il premio per Anatomia di una caduta, perché ha parlato soprattutto de La chimera e di Alice Rohrwacher, e David alla pazienza a Josh O’ Connor, in ostaggio per quattro ore in prima fila capendo probabilmente ben poco di ciò che accadeva.

Disastro per il momento alla memoria dei defunti, perfetta la scelta del brano di Irama “Ovunque sarai”, ma cos’era tutto quel caos sul palco? (anche agli Oscar quest’anno era così e non funzionava nemmeno lì) e poi, quei nomi, alla fine, buttati lì così senza neanche la foto, tipo titoli di coda. Funziona poco anche Malika Ayane che canta “What a wonderful world”, mentre Giorgia in versione disco con “I Feel Love” per celebrare Giorgio Moroder ha un suo perché.

Quanto all’idea di un premio distribuito da più location di Cinecittà, bella per vivacizzare il ritmo, ma perché destinare solo le maestranze dietro le quinte dopo averne riconosciuto il valore e l’operato e non mescolare tutti i premiati senza creare una evidente gerarchia?

Tra le frasi che mi hanno colpito, pescate qua e là:

Gli spettatori siamo noi” (Paola Cortellesi)

Ringrazio la mia famiglia biologica e quella logica” (Furio Andreotti, co-sceneggiatore di C’è ancora domani)

Bisogna sapere ascoltare, capire le risposte e saper raccontare” (Vincenzo Mollica)

“L’età mi rende moderatamente soddisfatto se vinco e moderatamente insoddisfatto se non vinco” (Marco Bellocchio)

Spero di avere ancora per qualche anno la mente a posto per fare altri film” (Marco Bellocchio)

Ringrazio la regista che mi ha raccomandato” (Paola Cortellesi nel ritirare il premio come migliore attrice)

Essere amati non dà mai fastidio” (Milena Vukotic in risposta alla domanda se le dà fastidio quando qualcuno la ferma per strada e la chiama Pina, come la moglie di Fantozzi che ha interpretato per anni)   

Ma ecco tutti i premi attribuiti nel corso della serata:

MIGLIOR FILM

Io capitano di Matteo Garrone

MIGLIOR REGIA

Matteo Garrone – Io capitano

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE

Paola Cortellesi – C’è ancora domani

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Furio Andreotti, Giulia Calenda, Paola Cortellesi – C’è ancora domani

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Marco Bellocchio, Susanna Nicchiarelli – Rapito

MIGLIORE PRODUZIONE

Io capitano

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Paola Cortellesi – C’è ancora domani

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Michele Riondino – Palazzina Laf

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

Emanuela Fanelli – C’è ancora domani

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Elio Germano – Palazzina Laf

MIGLIORE AUTORE DELLA FOTOGRAFIA

Paolo Carnera – Io capitano

MIGLIOR COMPOSITORE

Subsonica – Adagio

MIGLIORE CANZONE

 “La mia terra” – Palazzina Laf (Musica, testi e interpretazione di Diodato

MIGLIOR SCENOGRAFIA

Rapito

MIGLIORI COSTUMI

Sergio Ballo, Daria Calvelli – Rapito

MIGLIOR TRUCCO

Rapito

MIGLIOR ACCONCIATURA

Rapito 

MIGLIOR MONTAGGIO

Io capitano – Marco Spoletini

MIGLIOR SUONO

Io capitano

MIGLIORI EFFETTI VISIVI – VFX

Io capitano

MIGLIOR DOCUMENTARIO

Laggiù qualcuno mi ama – Mario Martone

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE

Anatomia di una caduta

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

The Meatseller – Margherita Giusti

DAVID GIOVANI

C’è ancora domani – Paola Cortellesi

DAVID DELLO SPETTATORE

C’è ancora domani – Paola Cortellesi

Per vedere tutte le nomination cliccare qui.

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