di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Stanno circolando decine di articoli relativi a C’è ancora domani, il campione d’incassi di Paola Cortellesi, che aderiscono a una narrazione che vuole il film italiano, successo a sorpresa, che arriva agli Oscar e ha chance di spuntarla come miglior film dell’anno.
Ebbene, la notizia è falsa, comunicata in modo ambiguo, comunque non corretto, per disinformazione o con l’unico scopo di farci cliccare sull’articolo per aumentare il traffico del sito o farci commentare, incrementando il fermento social, dando sfogo alle isterie dei favorevoli e/o contrari.
Come stanno realmente le cose?



C’è ancora domani, intitolato per il mercato statunitense There’s Still Tomorrow, è stato inserito dall’Academy nella lista promemoria delle produzioni eleggibili per gli Oscar 2025. Si tratta di 323 titoli che possono concorrere solo nelle seguenti categorie: attori e attrici, fotografia, costumi, scenografia, regia, montaggio, trucco, suono e sceneggiatura.
Per le categorie colonna sonora, effetti speciali e miglior film sono necessari ulteriori requisiti.
A tal proposito C’è ancora domani non può concorrere nella categoria Miglior Film perché il titolo non è presente nella Lista promemoria dei 201 miglior film per gli Oscar 2025 che hanno soddisfatto quei requisiti specifici.
Sempre sportiva e con il giusto tono la replica di Paola Cortellesi, riportata dall’Ansa, a tanto clamore:
“Sono grata a Greenwich Entertainment, distributore americano del film, per aver creduto in C’è ancora domani e averlo presentato tra i film eleggibili agli Oscar. Ora, chiariamoci: in questo campionato USA, le probabilità che C’è ancora domani entri nelle cinquine degli Academy Awards sono pari, direi, alla vita di un gatto in tangenziale, a Roma, nell’anno del Giubileo ma è comunque una soddisfazione anche solo essere stati ammessi all’interno di questa selezione di film distribuiti nelle sale americane. Ora direi invece di concentrarci a fare tutti un gran tifo per il meritevole candidato del nostro paese, lo splendido Vermiglio di Maura Delpero!”.

