CERCASI DISPERATAMENTE IL CINEMA MEDIO

Qualcosa è cambiato

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Quando esattamente è stato deciso che al cinema avremmo dovuto vedere solo horror, film d’essai e blockbuster, mentre sullo streaming commedie, cinema italiano e thriller? Perché ormai la programmazione sembra seguire con poca fantasia questo sempre più rigido copione. Sono critico cinematografico, ma anche spettatore assiduo. Da anni una volta alla settimana vado al cinema con alcuni amici e uno dei momenti clou è sempre stato quello della scelta del film. Vivo a Bologna, quindi luogo privilegiato per l’offerta cinematografica. Poi, varie sale hanno gradualmente chiuso, gli orari sono cambiati e ultimamente anche l’offerta si è notevolmente ridotta. Sta di fatto che capita sempre più spesso di saltare il cinema per andare direttamente a cena, perché non c’è nessun titolo che viene reputato sufficientemente interessante. Non è un bel segnale, per il nostro gruppo che sta progressivamente invecchiando e perdendo curiosità, ma anche per il cinema che perde pubblico, tra l’altro di spettatori affezionati.

Non so se succede anche a voi, ma dopo una giornata di lavoro commedie e thriller sarebbero la scelta più gettonata per una visione di gruppo, che si vorrebbe spensierata e all’insegna della pura evasione. Chi l’ha detto che chi va al cinema deve per forza guardare qualcuno in calzamaglia che fa battutine sceme, raccapezzarsi tra puntate di saghe di cui non gli importa nulla, sorbirsi elaborate efferatezze di psicopatici che non sono andati in terapia o farsi carico di tutti i problemi del mondo? Spesso si vuole soprattutto fuggire dai propri, mettere la vita, quella che ferisce e ruggisce, tra parentesi, almeno per un paio d’ore, e non davanti a uno schermo piccolo, ma di fronte a uno schermo il più possibile gigante, perché bisogna pensare in grande, sia che si tratti di un action che di un film intimista. Un volto su uno schermo enorme si stampa nella memoria, su uno piccolo si dimentica in fretta.

Si dirà che è il pubblico che ha determinato questa tendenza frequentando sempre meno certi generi, ma se così è stato, da cosa è dipeso? Appeal di un genere rispetto a un altro o minore qualità complessiva dell’offerta? Per fare un esempio, lo spettatore che viene spinto in sala a vedere un fondo di magazzino come Cult Killer (al The Space di Bologna proposto addirittura come titolo top, quindi con ulteriore sovrapprezzo), magari ci pensa due volte prima di tornare in sala. Una volta c’erano i direct to video, film tutt’altro che memorabili che saltavano la sala, ora c’è invece un po’ di confusione. Eventi e fondi di magazzino si affiancano, ma a mancare è tutta una fetta di generi la cui assenza rischia di perdere per strada la relativa fetta di spettatori.

Cari distributori, ma anche produttori e, perché no, esercenti, considerate questo articolo come un messaggio nella bottiglia; ”cercasi disperatamente thriller o commedie al cinema”. Possibilmente belli, fatti bene, in grado di coinvolgere ed emozionare. Attenzione però, non abbiamo bisogno di capolavori ogni settimana, quelli sono casi rari ed è giusto che sia così. C’è proprio bisogno di quel cinema medio che otteneva incassi medi, non aveva particolari ambizioni se non funzionare (che non significa che fosse mediocre) e riusciva a svolgere egregiamente la sua funzione di intrattenere il pubblico e di sostenere il mercato che, lo ripeto da sempre, non può vivere di soli eventi o pseudo eventi, perché i cinema sono aperti tutti i giorni dell’anno.

Voi che ne pensate?

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