IL BARO-METRO: SGUARDI DALLA SALA (03/23_24) – PARTE 2 III TRIMESTRE STAGIONE 2023 / 2024  —  IL BARO-METRO: SGUARDI DALLA SALA (03/23_24) – PARTE 1 III TRIMESTRE STAGIONE 2023 / 2024

CHE IL PROBLEMA NON SIA TANTO IL COSA MA IL COME?

Perché c'è così poca chiarezza sulle uscite in sala?

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Ci sono film di cui sappiamo tutto da settimane, a volte mesi e che un passettino alla volta, commento dopo commento, sono riusciti a farsi strada nelle nostre teste piene zeppe di impegni, streaming, scrollate del cellulare, post relativi ad argomenti di cui non ci importa nulla ma su cui abbiamo cliccato temendo di perdere chissà quale fondamentale informazione, e altri che arrivano invece all’improvviso e di cui non sappiamo nulla. Ci troviamo davanti un titolo nuovo, volti che sul momento non (ri)conosciamo, un poster che evoca un immaginario che magari non ci interessa più di tanto, una frase lancio uguale a mille altre e ci stupiamo se poi magari nessuno li va a vedere.

Certo, siamo viziati, finiamo sempre per preferire ciò che conosciamo. Il cinema seriale che tanto critichiamo (le puntante, due, tre, quattro…venti) è infatti quello che andiamo a vedere al cinema, spesso la nostra prima e unica scelta, perché quando siamo lì che scorriamo i titoli se vediamo la puntata otto del supereroe di turno la preferiamo al film dal titolo evocativo ma privo di certezze con attori che non conosciamo. Ma anche se siamo viziati, per farci uscire dal nostro torpore, in cui crediamo di scegliere ma in realtà siamo scelti, abbiamo bisogno di un’informativa che sia il più possibile chiara e costruita nel tempo.

Tutto si brucia velocemente e per fare in modo che qualcosa si sedimenti, anche solo per il tempo di decidere di andare a vedere un film piuttosto che un altro, occorre accendere una scintilla di curiosità. E per consentire che ciò accada occorre una strategia, fare almeno in modo che quando il titolo sbarca in sala un po’ di appetito sia venuto, altrimenti perché mai dovrei andare a cena se non ho fame?

Pensiamo ai film italiani usciti nell’ultimo periodo. Gli unici che si sono distinti sono quelli di autori consolidati (Il sol dell’avvenire di Nanni Moretti, Rapito di Marco Bellocchio, La quattordicesima domenica del tempo ordinario di Pupi Avati) o che avevano alle spalle la vetrina di festival importanti (sia Moretti che Bellocchio erano a Cannes), del resto perché mai dovremmo scegliere titoli di cui non sappiamo nulla e che ci siamo ritrovati all’improvviso in programmazione? Qualche esempio, per restare a quelli che in tempi recenti hanno avuto maggiore diffusione: Denti da squalo, Cattiva coscienza, Le mie ragazze di carta, Noi anni luce, Come pecore in mezzo ai lupi, Hai mai avuto paura?. E infatti sono stati tutti delusioni al botteghino. I peggiori giorni sta andando un po’ meglio perché viene da I migliori giorni che già conosciamo (sempre il nostro viziaccio di amare le novità ma solo fino a un certo punto). Opere magari meritevoli, non è la qualità ad essere messa in discussione, ma con poco appeal, aiutate da uno sconto tramite Cinema Revolution (biglietto a 3,50 euro) che però è anche un po’ un marchio di infamia, come a dire, valgo poco quindi costo poco. Certo, sappiamo benissimo che non è così, ma siamo sicuri che sotto sotto il percepito non sia questo?

Dovremmo quindi imparare a essere un pochino più curiosi per davvero, ma la curiosità non si insegna, deriva da tanti mattoncini di consapevolezza posti uno sull’altro nel percorso di vita, ciò su cui si può intervenire è invece nel dare un’informativa il più possibile accurata e nei tempi giusti. Facendo venire un certo languorino.

Questa considerazione mi è venuta nel predisporre l’articolo settimanale in cui elenco i nuovi film in uscita. Se è difficile per me capire quali film arrivano in sala penso che per lo spettatore, che quei film dovrebbe sceglierli, decidere di uscire di casa e poi vederli al cinema, sia quasi impossibile.

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