CINEMA IN FESTA

Al via la quinta edizione

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Torna l’iniziativa CINEMA IN FESTA, l’appuntamento con la sala cinematografica a prezzo scontato.

Per 5 giorni, da domenica 15 a giovedì 19 settembre 2024, si pagherà un biglietto a un prezzo speciale di € 3,50.

La promozione è proposta dal MiC in collaborazione con l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. Si tratta di un progetto lanciato nel 2022 che ha portato, a oggi, più di 4,5 milioni di spettatori e che andrà avanti fino al 2026: ogni anno, nei mesi di giugno e settembre, si potrà accedere alla sala a prezzo ridotto.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito di “CINEMA REVOLUTION – Che Spettacolo L’Estate”, la campagna sostenuta dal MiC che anche quest’anno ha proposto per tutta l’estate visioni a prezzo ridotto.

Per verificare i cinema aderenti si può andare qui: cinema aderenti

Come tutte le volte in cui parlo dell’iniziativa, dalle intenzioni lodevoli, dai risultati discutibili a seconda di come vengono interpretati, continuo a proporre la stessa domanda: ma è davvero il prezzo del biglietto a fare la differenza?

Guardando i numeri non sembrerebbe: Inside Out 2 e Deadpool & Wolverine hanno fatto sfracelli a prezzo pieno (a volte pure gonfiato, arrivando a un biglietto anche superiore ai 12 euro) e tra i film dell’estate l’unico italiano che ha fatto numeri dignitosi è stato Me contro te il film – Operazione spie (circa 2,6 milioni di euro), ma è anche uno dei pochi titoli che ha sfidato il periodo con marketing e distribuzione adeguati, tanto che i maggiori risultati per il cinema italiano sono arrivati dalle arene arene estive per titoli come Un  mondo a parte e Palazzina LAF che erano usciti in precedenza. Stesso discorso per il cinema d’essai che non si è praticamente visto e quando è arrivato nessuno se ne è accorto. Chi ha avuto modo di intercettare titoli come Io e Sissi, Matrimonio con sorpresa, Il mistero scorre sul fiume, Banel & Adama, Persona non grata, And Then We Danced?

Ma allora, cosa aiuterebbe a riportare il pubblico in sala?

Beh, prima di tutto l’allungamento delle finestre tra cinema e sala. Se un film arriva in sala e dopo pochissimo è già in streaming, l’idea che si sedimenta è quella di aspettare, tanto di film da vedere ce ne sono a bizzeffe, che saranno mai quattro o cinque settimane? Se non si lavora sulla sala come punto di partenza imprescindibile per lo sfruttamento commerciale dei film, andrà sempre peggio. A spuntarla saranno solo i film evento o percepiti come tali. Già ora alcuni generi, come la commedia, il thriller, i film italiani, bypassano il più delle volte la sala per sbarcare direttamente in piattaforma. È sul percepito che bisogna lavorare e il percepito si forma gradualmente, attraverso scelte distributive che spingono verso una direzione o l’altra.

C’è da pensarci su!

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