di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Torna l’iniziativa CINEMA IN FESTA che prevede cinque giorni di film scontati in tutti i cinema (aderenti) e si inserisce nell’ambito di CINEMA REVOLUTION – Che Spettacolo L’Estate che propone una politica di sconti per i film italiani ed europei per tutto il periodo estivo.
Il progetto, partito nel 2022, è proposto da ANEC e ANICA con il supporto del MiC e in collaborazione con David di Donatello – Accademia del Cinema Italiano, e proseguirà fino al 2026.
Il calendario è sempre lo stesso: una “festa” a prezzo scontato nei mesi di giugno e settembre, dal giovedì alla domenica nei giorni selezionati, con il biglietto per tutti i film a 3,50 euro.
Le date di questa edizione sono da domenica 8 giugno a giovedì 2 giugno 2025.
Nelle settimane successive e fino al 21 settembre 2025, in tutte le sale aderenti, la scontistica continuerà per i film italiani ed europei che saranno visibili sempre pagando un biglietto di 3,50 euro.
Per verificare i cinema aderenti si può andare qui: cinema aderenti
Eccolo riassunto attraverso una immagine:

Dovrebbe essere un successo perché di film papabili, anche in arrivo, ce ne sono parecchi (tra gli altri Mani nude, Ballerina, L’amico fedele, Heart Eyes, Karate Kid Legends), ma la domanda è sempre quella: siamo sicuri che fare leva sul prezzo sia la soluzione? Per un periodo limitato è una forma di promozione che può attirare lo spettatore casuale e fidelizzare ulteriormente quello abituale, ma per la prosecuzione estiva, con gli sconti solo per i film europei e italiani, i dubbi sulla validità dell’iniziativa sono leciti. Abbiamo infatti ormai visto cosa succede: i blockbuster a prezzo pieno vanno alla grande, mentre la stragrande maggioranza dei film europei e italiani è rimandata all’autunno e quelli che escono non se li fila nessuno anche se in saldo. Negli ultimi anni è andata più o meno così, vedremo quest’anno.
Ma allora cosa potrebbe aiutare il cinema in sala? Ormai lo abbiamo capito, è soprattutto questione di offerta, sono i film a fare la differenza, se ci sono titoli dal forte appeal il pubblico, quello grande, non la nicchia di affezionati, si muove indipendentemente dal meteo. E naturalmente bisogna lavorare sul percepito. Se ho la sensazione che dopo poco tempo quello stesso film lo vedrò sul divano di casa, un lecito pensiero è che tanto valga aspettare. Sono quindi le finestre, cioè l’intervallo di tempo che intercorre tra l’arrivo di un film al cinema e il successivo sbarco in streaming, una possibile leva su cui lavorare, allungando la distanza tra il grande schermo e il divano di casa. Il percepito potrebbe cambiare in “c’è da aspettare troppo, me lo vedo in sala!”
Poi ci sono tutti i problemi relativi al “sistema” cinema italiano emersi anche pubblicamente durante la consegna dei David di Donatello attraverso le parole di Elio Germano e Pupi Avati e la successiva lettera al ministro Giuli.
Ma questa è un’altra storia.

