HORIZON: AN AMERICAN SAGA

La seconda parte non uscirà al cinema nel mese di agosto

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Scelta lungimirante, sconsiderata, giusta, necessaria?

Horizon: An American Saga è un film di Kevin Costner di circa sei ore la cui prima parte, presentata al festival di Cannes con grande enfasi ma accolta maluccio dalla critica, è stata distribuita nelle sale di tutto il mondo a partire dal 28 giugno 2024. L’intenzione era di fare uscire la seconda parte a metà agosto. “Era” perché nelle sale U.S.A. la prima parte non è andata molto bene, con un primo week-end da 11 milioni di dollari in 3.334 sale e un secondo in calo del 51,5%, per un totale U.S.A. di soli 24,1 milioni di dollari dopo due settimane, a cui il resto del mondo ha aggiunto pochino (2,2 milioni di dollari, l’8,7% del totale di 26,3 milioni di dollari). Anche in Italia, in cui pare esistere solo Inside Out 2, l’incasso è stato fino ad ora di circa 250 mila euro.

Del resto è una storia molto statunitense e il genere western ha spesso faticato fuori dagli U.S.A. ad affermarsi. Sta di fatto che, abbastanza rapidamente, la New Line, in accordo con lo stesso Costner e la sua Territory Pictures, ha deciso di posticipare l’uscita nelle sale della seconda parte. L’idea, stando a quanto dichiarato, sarebbe quella di rendere maggiormente popolare la prima parte attraverso lo streaming, per poi fare uscire al cinema la seconda, decidendo però la data in un secondo momento. Un progetto sulla carta ragionevole che però ha varie zone d’ombra.

Intanto getta nello sconforto chi ha visto la prima parte con l’idea di ultimare la visione in tempi brevi, attendendo quindi la seconda ad agosto, ma che essendo numericamente non rilevante non viene minimamente considerato.

In secondo luogo uccide definitivamente la resa commerciale della prima parte al cinema, perché, a questo punto, a sole due settimane dall’uscita, chi si cimenterà in una storia spezzata a metà e rimandata a data da destinarsi?

Ma c’è un altro aspetto che pone dei dubbi: perché mai un film nato per il cinema dovrebbe diventare popolare e avere maggiori chance di visione in streaming? Non c’è il rischio che in streaming sia ancora meno appetibile?

Tutte ipotesi che ovviamente saranno state valutate e ponderate e che è semplice criticare a distanza e in sicurezza. Ma se noi avessimo investito in un progetto costoso (le due parti hanno un budget di circa 100 milioni di dollari), cosa avremmo fatto per salvare il salvabile visti i primi esiti non propriamente positivi? Davvero lo avremmo sostenuto con una seconda parte in uscita wide investendo altro denaro?

Più che sparare sentenze c’è da pensarci su, non trovate?

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