di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Classifica che contiene i film di cui tutti-ma-proprio-tutti parlano bene e se accenni una nota di dissenso susciti un polverone, sguardi tra il truce e il commiserevole e ti senti quello strano nella stanza con tutti che ti puntano il dito contro. Rinnovo l’invito alla leggerezza, è una classifica che ha lo scopo di stimolare il confronto, non di innescare una guerra.
L’ordine è di sopravvalutazione (dal più sopravvalutato al meno sopravvalutato):
HERE di Robert Zemeckis. Idea bellissima ma purtroppo, almeno per me, non funziona. È al primo posto perché praticamente tutti lo hanno incensato, forse a partire da quella bella idea.
ANORA di Sean Baker. Solo per me c’è almeno una mezz’ora di troppo? È al secondo posto perché ha vinto tutti i premi possibili, tra cui la Palma d’Oro a Cannes e ben cinque Oscar, anche quello come Miglior Film.
UN SEMPLICE INCIDENTE di Jafar Panahi. Sicuri sicuri sia il miglior Panahi di sempre e che tutti i riconoscimenti che sta ricevendo non siano da attribuire in gran parte al vissuto del regista e al suo essere diventato simbolo della libertà di espressione, che in Iran è negata, piuttosto che al film?
I FANTASTICI 4 – GLI INIZI di Matt Shakman. Ma quanto si prendono sul serio questi quattro in calzamaglia mentre dicono e fanno cose per lo più insensate? Ho rimpianto la leggerezza di Tim Story.
LA VOCE DI HIND RAJAB di Kaouther Ben Hania. Il tema forte si mangia il film.
A REAL PAIN di Jesse Eisenberg. Uno di quei film che dimentichi appena esci dalla sala. E poi, diciamolo, Oscar piuttosto generoso a Kieran Culkin che assume gli stessi tic e movenze del Roy di Succession.
THE LIFE OF CHUCK di Mike Flanagan. Ma se è così bello perché ha un retrogusto di plastica?
I PECCATORI di Ryan Coogler. Continuo a pensare che sia più interessante che davvero riuscito.
LE CITTÀ DI PIANURA di Francesco Sossai. Prima di assalirmi alla giugulare premetto che il film mi è piaciuto e ho apprezzato il ritratto della poco frequentata provincia veneta e la sensibilità che emerge da ogni fotogramma, però mi sembra che se ne parli un po’ troppo con toni enfatici come del capolavoro che non è.
Ci sono anche:

Di questi film ho visto:
Here – piaciuto
Un semplice incidente – piaciuto
A real plain – non proprio super
I Fantastici 4- visto con i nipoti
Le città di pianura – piaciuto molto
Le città di pianura – visto senza averne prima sentito parlare. Ha la ricchezza e la forza narrativa propria delle opere prime, unita a una tecnica registica originale e mai scontata. Mostra con chiarezza senza spiegare.
Uno dei rari film che, quando partono i titoli di coda, vorresti invece continuasse ancora.