HORIZON: AN AMERICAN SAGA La seconda parte non uscirà al cinema nel mese di agosto  —  CINÉ 2024 2 – 5 Luglio 2024 - le Giornate Professionali di Cinema di Riccione

Il TEST DI BECHDEL

Il termometro della rappresentazione femminile

di Luca Baroncini (pubblicato in data )

Il TEST DI BECHDEL ha quasi 40 anni, ma è sempre un valido strumento per sondare la contemporaneità.

Fu creato nel 1985 dalla fumettista Alison Bechdel che in una sua striscia intitolata The Rule mostra due donne di nome Mo e Ginger che stanno decidendo di andare al cinema. Una delle due accetta di andare solo se il film soddisfa tre criteri basilari:

1. tra i personaggi del film ci devono essere almeno due donne di cui si conosce il nome

2.  le due donne di cui si conosce devono parlare almeno una volta tra di loro (e non solo con gli altri personaggi maschili)

3.  le due donne di cui si conosce il nome devono parlare tra di loro ma non di uomini (non degli eventuali figli, dei mariti, dei fidanzati, del capo ufficio, e così via)

La Bechdel non fu in realtà la prima a notare la disparità di rappresentazione, ne parlava già Virginia Woolf in Una stanza tutta per sé: “Era strano pensare che tutte le grandi donne della narrativa, fino ai tempi di Jane Austen, non solo erano viste attraverso gli occhi dell’altro sesso, ma erano viste unicamente in rapporto all’altro sesso.

Ovviamente il test non valuta la qualità di un film, e nemmeno la sua capacità inclusiva, ma è un semplice e oggettivo termometro della rappresentazione femminile. Misura cioè la presenza delle donne in ruoli che non siano solo passivi o secondari o di esclusiva dipendenza dalla figura maschile. Per chiarire, ci sono film con donne protagoniste, come ad esempio Gravity, o che fanno dell’inclusione il loro motore, come Luca della Pixar, che non superano il test. Allora a cosa serve, state forse pensando? Beh è un indice di quanto la figura femminile, forse meglio dire il suo sguardo sulle cose, è preso in considerazione e diventa motore dell’azione. Indica quindi prima di tutto una cosa: molte volte si tratta di storie di uomini raccontate da uomini che finiscono per prediligere un punto di vista maschile. Ma attenzione, non è un indice per forza femminista, come potrebbe facilmente essere strumentalizzato, solo un indicatore oggettivo di rappresentazione di genere.

Tra i film che hanno superato il test:

Mad Max Fury Road, Animali fantastici e dove trovarli, Argo, La città incantata, I figli degli uomini, Roma, Mustang, La vita di Adele, Tutto su mia madre, Thelma e Louise, Volver, Divergent, Colpa delle stelle, Kill Bill vol.1 e Kill Bill vol.2, Frozen, Alien, Ocean’s 8.

Tra quelli che invece non lo hanno superato:

Il Signore degli Anelli, Pulp Fiction, la prima trilogia di Star Wars, The Social Network, Fight Club, Avatar, Toy Story, Uomini che odiano le donne, The Avengers, Harry ti presento Sally.

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