di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Termina il contest estivo dedicato al CINEMA IN SALA.
L’interrogativo “Perché vado al cinema?” ha suscitato le reazioni più diverse. Vi ringrazio prima di tutto perché la partecipazione è stata molto alta e, soprattutto, particolarmente sentita. Nei tanti messaggi ricevuti si intrecciano ricordi personali, aneddoti, storie di vita. C’è chi ha divagato e chi è rimasto sul pezzo, ognuno con il proprio stile e la propria sensibilità.

Tante le suggestioni evocate, eccone alcune:
”Al cinema, non guardo semplicemente un film: ci entro dentro” (Maurizio Degliesposti)
“Sono attratta dal fascino del mistero” (Francesca Zucchero)
“Al cinema ritrovo me stesso” (Salvatore Arcamone)
“Mi piacciono le storie” (Elisa Guaragna)
“Il cinema permette di aprire le porte a realtà sconfinate e distanti” (Matteo Calvano)
“In una sala cinematografica mi sento un po’ a casa mia” (Gianni Novelli)
“Alla fine della visione è bello essere ancora fuori casa” (Ferdinando Capitani)
“È bello poterne parlare” (Ilaria De Santis)
“Andare al cinema è, per me, concentrare le emozioni, provate nella lettura di un testo, in un lasso di tempo inferiore.” (Monica Repetto)
Ed è verissimo che “certi film mi conoscono meglio di me!” (Giovanna Manfredini)
Mi sono particolarmente ritrovato in alcune frasi, anche a me infatti “capita spesso di sovrapporre i posti che visito alle storie a cui il buio del Cinema mi dà accesso” (Matteo Calvano). Realtà e sogno sono sempre variabilmente intrecciati.

Non è stato facile decretare un unico vincitore perché a vincere sono tutti quelli che si sono presi la briga di mettersi lì a pensare, dedicando tempo alla loro passione e con la voglia di condividerla. Come criteri, per circoscrivere un po’ il lavoro di selezione, mi sono attenuto al regolamento, quindi ho considerato esclusivamente chi ha inviato il testo via mail e ha rispettato i parametri di lunghezza (alcuni testi ricevuti sono assai interessanti, ma anche molto lunghi).
Alla fine a vincere il contest è quindi Virna Castiglioni perché in poche intense righe ha concentrato con mirabile sintesi tutto ciò che l’esperienza cinematografica racchiude.
Ecco il suo prezioso contributo:
“Mi permette di sognare ad occhi aperti, andare in posti lontani, emozionarmi, stupirmi e riesce a fare tutto questo mentre sono rilassata in poltrona e tutto il mondo rimane fuori, a debita distanza, in standby. Mi immerge in un mare fantastico fatto di luci, colori, suoni e mi regala momenti unici, indimenticabili. Mi consegna riflessioni che mi seguono anche a casa e mi arricchiscono. È una magia che si rinnova film dopo film. Basta una sala, il buio e tante persone intorno. Un rito laico collettivo che fa bene al cuore, alla mente, all’anima. È poesia visiva e sonora che si compone di meravigliosi versi eterni.”
Il premio è il libro WESTERN della collana “Dizionari del Cinema” edito da Electa che ho già provveduto a spedire a Virna.

