di Luca Baroncini (pubblicato in data )
Alain Guiraudie è un regista francese che ha sicuramente uno sguardo originale e personale sul mondo. Nato in una famiglia di contadini, appassionato di cultura popolare, con il mediometraggio Ce vieux rêve qui bouge, presentato sulla Croisette nel 2001, ottiene la benedizione di Jean-Luc Godard che lo definisce “il miglior film del Festival di Cannes“.
Con il debutto nel lungometraggio attraverso Lo sconosciuto del lago vince, sempre a Cannes, il premio per la regia nel 2013 nella sezione “Un Certain Regard”.
Il film successivo, Rester vertical, viene ammesso al concorso di Cannes nel 2016, mentre L’innamorato, l’arabo e la passeggiatrice è nella sezione “Panorama” della Berlinale 2022.


Il suo nuovo film, L’uomo nel bosco (in originale Miséricorde), presentato a Cannes nella sezione “Cannes Premiere” e al primo posto tra i film del 2024 per la rivista “Cahiers du Cinéma”, è una sorta di noir che intreccia i temi cari al regista: desiderio, mistero e introspezione.
Questa la trama, non per forza la cosa più importante del film: Jérémie torna nella sua città natale per il funerale del suo ex capo, il fornaio del villaggio. Il suo ritorno destabilizzerà gli equilibri del piccolo paese di campagna, portando a galla un passato che avrà conseguenze del tutto inaspettate nel presente.


Il film, interpretato da Félix Kysyl, Catherine Frot, Jean-Baptiste Durand e Jacques Develay, arriverà al cinema il 16 gennaio 2025 distribuito da Movies Inspired.
L’uomo nel bosco è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI con la seguente Motivazione:
“Posizionandosi con elevato sarcasmo tra noir e commedia sociale, Guiraudie si conferma narratore stratificato descrivendo una realtà di provincia paradossale con uno sguardo irriverente verso una normalità placida, identificando il suo giovane protagonista come la variante destabilizzante di ogni azione.”.

